Luca Carboni: “Ci vuole un fisico bestiale è una metafora della vita”

di Radioimmaginaria

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Questa settimana Radioimmaginaria ha intervistato il cantante Luca Carboni, che insieme a  DantiShade e Maccio Capatonda è riuscito a farci ridere anche in quarantena con “Canzone sbagliata“. 

I ragazzi di Radioimmaginaria sono in diretta streaming dal lunedì al venerdì alle 16:13 con Coronao-Now:  “Raccontiamo come ce la stiamo passando, ci facciamo compagnia, chiediamo a chi ne sa più di noi cosa potrebbe succedere nel futuro: dalla scuola, alla società, nel lavoro e al nostro pianeta!”. 

Hanno intervistato Luca Carboni gli speaker di San Giovanni in Persiceto (BO) Ludovica, Martina, Cecilia, Andrea e Rebecca.

Luvi: Siamo ancora qui su ‘Coronao-Now: il contagio come va?’ e dobbiamo dare un calorosissimo benvenuto al nostro primo ospite Luca Carboni!

Luca Carboni: Ciao! Buon pomeriggio a tutti!

Luvi: Come stai?

Luca: Bene dai, stiamo vivendo un momento un po’ strano ma nelle difficoltà possiamo trovare il modo di arricchirci dalle nuove prove che la vita ci dà. Penso come sia difficile per i ragazzi non potersi vedere, abbracciare, innamorarsi. Forse è la cosa di cui si parla di meno, si parla della crisi dell’economia ma pochissimo delle problematiche per i giovani.

Luvi: Vero, intanto tu dove stai passando questa quarantena?

Luca: Guarda io sono bolognese ma fortunatamente la quarantena la sto passando qui sull’Appennino emiliano, avendo lo studio ho potuto lavorare, scrivere, dipingere. Penso però anche agli altri colleghi che dovevano iniziare la tournée o far uscire un disco e hanno dovuto rinunciare perché non c’era la possibilità.

Martina: Io sono Martina e ti parlo da San Giovanni in Persiceto. Ma ci sei riuscito o no a mantenerlo questo fisico bestiale? Perché sentendo questa canzone in quarantena mi sento sempre di più un’ameba che non fa niente.

Luca: “Intanto ti ringrazio e ti saluto. Ci vuole un fisico bestiale è un po’ una metafora dell’energia interiore che bisogna mettere in campo per vivere. Quindi credo di aver messo in campo dell’energia positiva. Non ho fatto neanche io tanto sport in questo periodo perché faccio lavori in campagna, c’è il prato da tagliare, c’è sempre movimento

Luvi: Bene quindi abbiamo capito anche com’è vivere la quarantena in un posto che non è proprio la città!

Luca: È diverso perché hai l’opportunità di vivere anche fuori, in città, dove non puoi uscire e muoverti, sarebbe stato un po’ più duro per me.

Luvi: Anche qui stiamo facendo un po’ di fatica, sappiamo che ora che sei molto in studio hai rilasciato anche una canzone insieme a Danti, Shade e Maccio Capatonda che si chiama “Canzone sbagliata”, ma è una cosa che è venuta fuori proprio dalla noia della quarantena?

Luca: Per correttezza devo dire che è una canzone nata da Danti, un progetto portato avanti da Danti e Maccio Capatonda, poi io ho aggiunto giusto qualche frase. Ci siamo trovati a Milano tipo due giorni prima che venisse chiuso tutto. Il video invece lo abbiamo fatto da casa. È una canzone molto ironica e ci piaceva l’idea di farla uscire per dare un sorriso nel periodo duro che stiamo vivendo.

Luvi: A me piace un sacco, è molto divertente

Luca: Sono molto felice perché sta piacendo a tutte le generazioni, anche i bambini. Però naturalmente è un progetto così, ma sono a lavoro per un disco nuovo che aspetterò di far uscire per il 2021 sperando che ci si potrà incontrare ancora.

Cecilia: Sappiamo che sei molto legato alla città di Bologna, cosa ti manca di più di Bologna in questa quarantena?

Luca: Dato che abito al centro mi manca chiacchierare, passeggiare e fermarmi in un bar o sotto al portico, ho tanti amici. Il bello di Bologna è che è una città che ti permette di socializzare anche quando piove, sotto ai portici. Prima della quarantena mi piaceva vivere entrambe le realtà, la natura più selvaggia qui e la socialità a Bologna. Adesso che ho solo una parte l’altra mi manca.

Andrea: Hai scritto tante canzoni dedicate all’amore anche tra ragazzi. Se ti fosse capitato alla nostra età di ritrovarti in questa situazione cosa avresti fatto?

Luca: È una domanda difficile, sicuramente mi sarei adeguato come penso abbiate fatto tutti voi a stare in casa. Voi avete fortunatamente la possibilità di comunicare attraverso “l’amore digitale”, come ho cantato in una canzone. Certo, senza vedersi e senza contatto fisico che invece è importante. Fosse capitato a me negli anni ’70 avrei sicuramente finito i gettoni e non avrei più potuto chiamare nessuno.

Luvi: Attenzione perché qua c’è un bel divario, anche mio padre mi dice sempre che prima era complicato comunicare.

Luca: Sì infatti, era davvero complesso, quindi siete fortunati perché ora le comunicazioni riescono a girare lo stesso. Certo è dura perché non credo che basti, soprattutto a un ragazzo.

Rebecca: Ciao sono Rebecca, puoi darci la tua definizione di affetto stabile come poeta?

Luca: Ahahahah credo che nel momento che l’affetto c’è è automaticamente stabile

Luvi: Abbiamo capito che allora dare una definizione di affetto stabile è complicato sia per chi fa i decreti sia per chi li deve interpretare.

Luca: Sì mi rendo conto che è nata questa esigenza di definire dei termini tecnici in qualche modo, per me è un po’ assurdo, comunque gli affetti sono tutti stabili.

Luvi: Infatti, diciamo che tutti gli affetti sono stabili, e adesso ci sarà un’ulteriore modifica al decreto. Noi Luca ti ringraziamo e diciamo che oltre a “Canzone Sbagliata” hai partecipato anche al video di Italian All Stars 4 Life con tanti artisti che hanno rifatto “Il cielo è sempre più blu” di Rino Gaetano per raccogliere fondi per la Croce Rossa Italiana. Aspettiamo tanto il tuo album, quindi il 2021 a questo punto. Grazie Luca per essere stato con noi!

Luca: “Grazie a tutti e speriamo di poterci vedere presto e soprattutto vivere una bella estate. Buona radio!”

Luvi: “Speriamo tantissimo anche noi”

Tutti: “Ciaoooo”

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