Luca è un’estate che ci ricorderemo

di Redazione Smemoranda

Recensioni

La Pixar ha rivoluzionato il cinema americano negli ultimi trent’anni. E negli ultimi dieci i suoi film sono diventati sempre più complessi: hanno provato a rappresentare i moti reconditi dell’animo umano, a descrivere i nostri sentimenti verso la vita e la morte, hanno alzato l’asticella di quello che è possibile raccontare con i cartoni animati. Luca di Enrico Casarosa forse è un film apparentemente più semplice – anzi, sicuramente più semplice dell’ultimo Soul – eppure è difficile considerarlo Pixar “minore”.

Luca è roba personale e collettiva insieme: è personale perché il regista di origine italiana ci mette dentro le sue radici, con un’ambientazione nelle Cinque Terre liguri del dopoguerra che risulta estremamente credibile, nonostante sia fondata su ovvi sterotipi. È collettiva perché chiaramente ispirata alla cultura globale del ventunesimo secolo: i primi due cartoni che vengono in mente vedendolo sono La sirenetta della Disney e Ponyo sulla scogliera dello Studio Ghibli, non è un caso. Mica facile mettere insieme le storie brillanti dell’animazione occidentale e la poesia di quella orientale – scusate la semplificazione – ma Casarosa spesso ci riesce, senza calcare troppo la mano in un senso o nell’altro.

Pixar, i capolavori al tempo della pandemia

Ecco, fermiamoci un attimo a notare una cosa. Alla fine dei titoli di coda di Luca, si legge qualcosa tipo: abbiamo fatto questo film in ciabatte, nelle nostre case nella Bay Area di San Francisco. Ecco, la Pixar ha compiuto un altro piccolo miracolo. Perché mentre la maggior parte di noi nell’ultimo anno e mezzo è stata molto impegnata con le repliche di Elite su Netflix, i ragazzi della Pixar hanno prodotto due meraviglie come Soul e appunto questo Luca. Poi la gente super-produttiva magari ci sta anche un po’ antipatica, ma sotto sotto la nostra è tutta invidia.

Un’estate di piccole cose importanti

Dunque, non credete a chi dice che Luca è un film minore. È un film che in fondo parla di piccole cose, è vero. Che la Disney ha deciso di mandare in esclusiva su Disney+, quindi sul piccolo schermo, è vero. Anche se questa scelta è francamente poco condivisibile, perché ci sono molte sequenze, e un finale, che chiedono, gridano di essere viste al cinema. È un film breve, è vero. Ma è un film che racconta in modo semplice, efficace, poetico, una di quelle estati che ti porti dentro tutta la vita.