Nostalgia istantanea: Lupo Alberto

di Redazione Smemoranda

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Notte nella fattoria. Tutto tace, pochi dormono. C’è il lupo che vuole portarsi via le galline. Ma mica tutte, una sola: quella di cui è innamorato. Lei a farsi rapire ci sta anche, però il cane da guardia – un panciuto bobtail – non è affatto d’accordo. Non permetterà questa unione contro natura, tra lupi e galline.

Silver e Lupo Alberto

Quando il giovane autore di fumetti Guido Silvestri detto Silver, ha schizzato per la prima volta su un foglio il lupo (l’ha chiamato Alberto) e la gallina (l’ha chiamata Marta), non pensava certo che quasi cinquant’anni dopo saremmo stati ancora qui a parlarne: dice perfino che secondo lui non erano neanche disegnati tanto bene. E invece. Lupo Alberto è stato pubbicato per la prima volta nel 1974 sul Corriere dei Ragazzi, settimanale che in quel periodo era una costola del Corriere della Sera. Nel 2021 ha ancora un bimestrale tutto suo, che sta per tagliare il traguardo dei 450 numeri.

Nel 1973, Silver era solo il giovane apprendista di uno dei più illustri fumettisti italiani di quell’epoca. Eh già, perché il maestro di Silver era Bonvi, il creatore delle Sturmtruppen.

Furono proprio Bonvi e Alfredo Castelli (creatore tra gli altri di Martin Mystere, uno dei classici di casa Bonelli), a convincere Silver a dare forma concreta alla sua idea, quella di una striscia che raccontasse la vita degli animali di una fattoria. Come sempre quando si parla di persone di grande talento, anche loro avevano avuto la vista lunga.

L’impero di Lupo Alberto negli anni ’90

Silver in più di mezzo secolo non si è limitato a disegnare Lupo Alberto, ha creato e diretto un impero, che sta dietro il lupo. Ma anche fisicamente intorno, perché è fatto di pupazzi, zaini, giochi da tavolo, biglietti d’auguri, palloncini, quaderni, carta da regalo, matite, penne, ombrelli, sottobicchieri, figurine, carte da gioco, magliette, calendari, gomme da masticare, agende, francobolli e un sacco di altre cose. Lupo alberto è quasi l’Hello Kitty italiano, lo Snoopy italiano. Negli anni Novanta, in tutte le case c’era qualcosa di Lupo Alberto.

Dietro alla montagna di soldi che Silver ha fatto con Lupo Alberto soprattutto tra Ottanta e Novanta, c’è però sempre un fumetto che è un capolavoro vero del ventesimo secolo. E che rimarrà anche quando l’ultimo peluche si sarà polverizzato. Perché magari facciamo più fatica a considerare un genio uno che ha sempre scritto e disegnato fumetti per ridere. Ma dovremo iniziare a farlo. Perché la qualità del lavoro di Silver, se vista nel suo insieme, non ha niente da invidiare a quella di quelli che abbiamo chiamato e chiamiamo Maestri.