Ma Vaff… (4 I maschi e il calcio)

di Giovanna Donini

Storie di Smemo
Ma Vaff… (4 – I maschi e il calcio)

Io sono una femmina e amo il calcio. Odio, invece, i maschi che sono convinti che una femmina non possa capirci niente di calcio.

Se tu femmina ti infili in un discorso di calcio, i maschi non ti considerano. Se anche tu dovessi citare chi ha segnato nella finale di coppa Uefa del 1994 (vinta dall’Inter nella doppia finale contro l’Austria Salisburgo con i gol di Berti e Jonk) ti guarderebbero pensando che hai avuto fortuna o che hai guardato su Google, (come ho fatto io ora, perché chi cazzo si ricorda di una finale di Coppa Uefa?)… In ogni caso, i maschi non ti considerano: è piu forte di loro. In Italia possono parlare di calcio solo Ilaria d’Amico (ma tanto i maschi non ascoltano quello che dice, ma come lo dice) e la Ferrari, ma solo perche’ conducono programmi sportivi. Tutte le altre possono solo fare commenti estetici sui giocatori oppure possono dire: “Sì, mi sono fatta tutto il Milan”, ma senza scendere nei dettagli perche’ tanto quelli comunque ti chiederebbero: “Ma a Pato fa male il ginocchio si o no?” Ma vaffan**** a tutti i maschi che non hanno ancora capito che il mondo e’ cambiato. Le donne oggi sono e riescono a essere esperte di calcio, ad altissimo livello.

Io da piccola ascoltavo le partite alla radio. A volte mio zio Tonino mi faceva sentire le partite dalla sua radiolina. Quella che lui si portava in giro la domenica pomeriggio. C’era Sandro Ciotti  che sembrava facesse fatica a parlare ed era bellissimo passeggiare per la città con la radiolina in mano ascoltando le partite. Poi guardavo 90° Minuto con Paolo Valenti. Poi quando sono cresciuta sono andata a visitare, pieni e vuoti, gli stadi di tutta Europa. Poi ne so e basta. So riconoscere un talento e so bene come funziona la regola del fuorigioco. Poi Quando seguivo, per il Gazzettino di Treviso, una squadra di calcio in Promozione sapevo raccontare la partita con molta disinvoltura e senza difficolta’. Una volta il collega maschio del giornale concorrente al mio aveva sbagliato il risultato, perche’ durante la partita si era distratto a parlare con le ragazze dei calciatori. Il giorno dopo il mio direttore mi convocò nel suo studio per farmi un cazziatone: dava per scontato che ad aver cannato il risultato, tra i due, fossi io. Quindi si scusò con il mondo intero e fece una doppia figuraccia quando gli dissero che il risultato da me riportato era giusto. Addirittura, poi, fu costretto a chiedere scusa per le scuse. Vabbè.

Io tendo a non dare soluzioni ai problemi, però il consiglio oggi mi va di darlo: quando un uomo non vi considera se si parla di calcio voi lasciatelo parlare e poi ditegli che avete due biglietti omaggio, in tribuna vip, per la finale di Champions League. E che ci andate con Ilaria D’Amico.