MACAO, se non c’era bisognerà inventarlo!

di Alessia Gemma

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MACAO, se non c’era bisognerà inventarlo!

In questo momento e da tre giorni a Milano, sta succedendo che un gruppo di ragazzi, ma tanti tanti, tra i 20 e gli anta, sta occupando la Torre GalFa, il grattacielo tra il vecchio e il nuovo Pirellone, 33 piani abbandonati dal 1996 di proprietà di don Salvatore Ligresti, rilevato da Fonsai nel 2006 dalla Banca Popolare di Milano per 48 milioni di euro, nel 2008 bonificato dall’amianto (speriamo!) e fino ad oggi rimasto vuoto, solo e – pare – commissariato a causa dei guai economici e finanziari di Ligresti…

Macao è, in questa città tristanzuola, una botta di adrenalina e appartenenza! E quando ci ricapita?!

Già: da qui in poi chiameremo questo gigante abbandonato Macao, così come lo hanno chiamato i ragazzi che lo hanno occupato, che se lo sono preso e lo hanno addirittura illuminato tutto di blu, quel coso buio (come avranno fatto, poi, mica l’ho capito). Fervono da due giorni assemblee, c’è un gran via vai di gente, entusiasmo, speranza. L’idea è di mettere su qualcosa di costruttivo, ma disciplinato, aperto alla cittadinanza.

Il posto è messo male e manca tutto, per questo sono graditi aiuti di ogni tipo (ora stanno cercando elettricisti e idraulici). Una ragazza oggi in assemblea ha alzato la mano e ha detto: “scusate, insieme al gruppo di pulizia, creiamo anche il gruppo di non sporcizia!”

A vederla da dentro sembra un’impresa titanica: c’è da sistemare un posto enorme tutto rotto, c’è da incanalare l’energia e l’entusiasmo di centinaia di ragazzi in cose durature, c’è da crederci. Artisti, scrittori, giornalisti, gente dello spettacolo si è già messa a disposizione: “Se vedevo una faccia conosciuta, comunque, mi sarei offerto per quel poco che posso fare. Un corso di scrittura, un reading, l’offerta rimane valida.” (L’ha detto Sandrone Dazieri)

E tu che cavolo aspetti?!

*le foto un po’ sono mie, un po’ della pagina Facebook Macao Mi, un po’ di tutti!