Maleficent è meglio della bella addormentata

di Michele R. Serra

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Maleficent è meglio della bella addormentata

L’originale Bella addormentata di Disney è il sedicesimo classico della casa, ed è del 1959, quindi quest’anno ne ha fatti sessanta. Però rimane un film moderno, e soprattutto poco commerciale per gli standard della casa di Topolino. Pensate al disegno: è molto più oscuro e spigoloso rispetto a Biancaneve e i sette nani o Cenerentola, che erano rassicuranti, morbidi, tondeggianti. La bella addormentata, quello no. Per di più, La bella addormentata aveva dentro uno dei cattivi più cattivi che si fossero visti in un film per bambini fino a quel momento.

Malefica non è solo una strega, è una figura demoniaca: corna, pallore di morte in faccia, il mantello nero, lo zigomo appuntito come gli spigoli del comodino di notte. Faceva davvero il suo mestiere, e cioè paura ai bambini. Però allo stesso tempo era un personaggio forte, che era giusto riportare sullo schermo. Quando alla Disney si sono detti, “rifacciamo la fiaba della Bella addormentata vista dalla prospettiva di Malefica”, è stata una buona idea. Ancora di più quando hanno deciso che sarebbe stata Angelina Jolie, con un sacco di effetti speciali.

Però la modernità di Maleficent non stava solo negli effetti speciali.

Maleficent di Walt Disney del 2014 era davvero una fiaba vera, di quelle che iniziano con c’era una volta. Però cambiava tutto quello che conoscevamo della storia della Bella Addormentata, partendo da alcune idee molto interessanti. La prima è che i buoni non piacciono a nessuno: la bella addormentata, bellissima e buona e graziosa e gentile, ovviamente è una noia mortale; non parliamo neanche del principe azzurro, che tutti noi odiamo – non solo perché già è ricco di famiglia, ma perché per di più è bello, e va addirittura a trovare il vero amore con una altrettanto bella e ricca. Dunque, siccome questi personaggi sono insopportabili, non rimaneva che prendere la cattiva e farla diventare protagonista. Perché una cattiva come Malefica aveva il giusto spessore per raccontare un’altra storia, la sua. La storia di una Malefica diventata malefica per un motivo, e in particolare per colpa degli uomini: nel 1959 disegnatori e animatori maschi l’avevano rappresentata come una strega cattiva, ma non lo era davvero. Se la Malefica del 1959 di Disney era cattiva perché l’avevano disegnata così (cit. Jessica Rabbit), quella del 2014 non era cattiva, ma piuttosto delusa, triste, sola. Non una villain, ma un’antieroina. E perfino un personaggio – perdonate la parola – quasi femminista. Bel cambiamento.

Maleficent 2 – Signora del male riprende l’originalità del primo film. Anzi, a dire il vero diventa una storia talmente originale che con la fiaba della bella addormentata non c’entra più niente: diventa un vero e proprio film fantasy, con dentro toni da commedia familiare classica (simili a quelli dei supereroi Marvel, a tratti). In più è anche una specie di grande parabola pacifista che in alcuni momenti sembra voler evocare la seconda guerra mondiale e altre tragedie della storia. In più c’è il discorso dell’empowerment femminile di cui già abbiamo detto. Ecco, capite che è un film che vuole fare un sacco di cose, compreso costruire un mondo che possa servire poi magari per fare anche altri tre seguiti. Un film pieno di sottotrame, pieno di roba. A me è parso pure troppo.

Detto questo, però, cast eccezionale: non solo Angelina, ma anche Michelle Pfeiffer e Elle Fanning, tutte bravissime. Costumi pazzeschi, effetti speciali come se piovesse. Non è un capolavoro, però almeno è un baraccone hollywoodiano che prova a dire qualcosa in più… ovviamente, ammesso e non concesso che riusciate a trovare il bandolo di tutti questi discorsi, nascosto sotto quintali di grafica digitale.