Mancarsi

di Alessia Gemma

Recensioni
Mancarsi

Quindi è un libro più da femmina. Scritto da un maschio.

Mancarsi anche un po’ come non sentire tanto bene se stessi.

“- Niente, – aveva risposto Irene. E gli aveva carezzato il dorso della mano, il gesto che fanno le donne quando vanno via per non tornare più.”
Appunto!

E stavolta non è il solito De Silva, quello che fa riflessioni divertenti e brillante. Stavolta siamo seri, Vincenzo Malinconico non c’è.

L’epigrafe, quella citazione che di solito trovi a pag 3, già fa capire l’umore dello scrittore in quel libro: “‘L’unico vero possesso dell’uomo è nelle cose che ha perduto.’ Franz Werfel”. Ecco di che stiamo parlando.

Protagonisti di questo raccontone: un bistrot, un poster, due fidanzamenti, due fini, una morte, un tavolo. Nicola e Irene. Unuomounadonna. Buster Keaton.

La prima orecchia da citazione Smemo l’ho fatta a pag 27:

 

Se un libro ti concede almene un’orecchia va già bene.

In una recensione di un libro è forse importante specificare dove è stato letto, per dare la misura di quanto quel libro possa coinvolgere e travolgere. I libri potenti, quelli di formazione del cuore-mente-corpo-anima-cervello-amore-solamente-quello, si leggono in piedi in metropolitana, al cesso, a colazione, a notte fonda, dopo il sesso. I libri d’intrattenimento si leggono sotto l’ombrellone, al cesso pure quelli, in treno, prima di addormentarsi, quando non si fa l’amore. I libri brutti non c’importa.
Mancarsi io l’ho letto direttamente in libreria, tutto, ma dopo averlo comprato. Quindi un buon intrattenitore. Quindi un piccolo libro. Per me un ottimo titolo.

Dove sia stato scritto anche può tornarci utile: nel bistrot. Chissà se a quel tavolo…