Scuola: cos’è successo questa settimana

di Valerio Fiormonte

News - Scuola

Prof. aggredito a Casavatore

Il docente Enrico Morabito, supplente nella scuola media “Antonio De Curtis” di Casavatore (Napoli), è stato aggredito giovedì scorso da cinque uomini.
Gli aggressori si sono radunati sotto casa del professore intorno alle quattro di pomeriggio e con una scusa lo hanno fatto scendere, per poi picchiarlo.
Il motivo? I sospetti girano intorno all’aver rimproverato i ragazzi di una classe, nei giorni precedenti. Ma anche al suo orientamento sessuale forse “sgradito”.
Pochi giorni prima dell’aggressione, infatti, il preside dell’Istituto aveva informato il docente di una lettera inviata da un genitore, il quale lo accusava di utilizzare parole volgari e relative alla sfera sessuale in classe.

Morabito non ci sta e si difende così: “Mai nessuna volgarità e mai riferimenti al sesso. A una bambina che mi ha parlato di Lgbt ho chiesto se ne conoscesse il significato e ho spiegato l’importanza del rispetto tra tutte le persone. Ma questo non è parlare di sesso, è parlare di civiltà. Io quando mi presento dico il mio nome, non il mio orientamento sessuale”.
L’aggressione non ha spaventato il professore, il quale, nonostante le intimazioni di non tornare a scuola e di non denunciare, si è rivolto immediatamente alle Forze dell’Ordine per denunciare “quello che ho subito e per tutelare i ragazzi”.

Manifestazioni e feriti in piazza a Torino

Manifestazioni in tutto il Paese nel mese di Febbraio contro l’alternanza scuola-lavoro.
Le morti dello studente Giuseppe Lenoci, mentre stava portando avanti uno stage, e di Lorenzo Parelli hanno fatto infiammare gli studenti di tutta Italia, che denunciano le condizioni degli studenti ed il sistema che prevede l’alternanza tra vita scolastica e lavorativa.

Le prime manifestazioni erano state già portate avanti il 28 gennaio, per essere riprese poi in oltre quaranta piazze in tutta Italia a metà Febbraio.
Tra gli slogan più utilizzati dai ragazzi ci sono riferimenti proprio ai tragici fatti accaduti: “Non si può morire di scuola”, “La vostra scuola uccide”, “Con Lorenzo e Giuseppe nel cuore”.
A Torino gli scontri più violenti, dove sono rimaste ferite 7 persone tra le Forze dell’Ordine.

Studentessa picchiata per aver parlato con la preside

Dopo aver denunciato alla preside i compagni che avevano lanciato un petardo nel corso della ricreazione, una studentessa minorenne di Imperia è stata violentemente picchiata per vendetta.
All’Istituto Tecnico Ruffini la ragazza è stata presa a calci da tre ragazzi, anche loro minorenni, che ora con molta probabilità verranno espulsi.
“Certi atteggiamenti così gravi di violenza non sono accettabili in un contesto civile”, ha dichiarato il preside Luca Ronco.

Gli studenti del Ruffini hanno scritto in seguito che “si dissociano dal gesto violento e manifestano la propria solidarietà. La situazione attuale risulta delicata: molti studenti sono indignati e molti altri turbati dall’accaduto ma TUTTI rivendicano la necessità di vivere la Scuola come un luogo sicuro! e chiedono vengano presi i provvedimenti opportuni a garantirlo. Sperando che fatti del genere non debbano più accadere in una scuola che per noi é, da sempre, un luogo in cui condividere passioni ed emozioni.”