Massimiliano Martines Ciclo di lavaggio

di L'Alligatore

Recensioni
Massimiliano Martines – Ciclo di lavaggio

Atteso nuovo disco di Massimiliano Martines, cantautore atipico, radicale nel modo di proporsi quanto nelle tematiche. Terza sua uscita, nella quale mostra tutta la sua maturità, sia nella musica, sia nei testi. Testi molto belli, profondi, intelligenti, con un sound rock cantautorale, a volte punk a volte introspettivo, a volte durissimo, fin troppo sincero.

Quello che colpisce sono le verità che riesce a dire sembrando surreale, come nel pezzo per me più bello, “La scatola e l’inganno”, allegoria post-rock su Berlusconi (la scatola è la tv, l’inganno quello che abbiamo conosciuto). Altrettanto buone la title-track, punk e chapliniana nel raccontare la crisi di oggi con un discorso complesso e allo stesso tempo semplice nel suo voce/chitarra, e “La guerra dei fiori rossi”, dove intreccia mirabilmente Auschwitz, un film di Zhang Yuan, gli esperimenti della CIA con l’Lsd … tutto il resto è rock’n’roll. Nel finale le intense “Mi sto preparando” dall’intimismo di fondo e “Sogni neri”, rilassato senza essere pacificato (è questo l’importante).

“Ciclo di lavaggio” è rock elettronico, moderno, con tematiche attuali, però con la forma del vecchio buon vinile. Non solo perché è di colore nero, ma per certi suoni e certe parole vere. Proprio per questo mi è piaciuto dall’inizio alla fine.