Maturità 2020: quello che ha detto la ministra Azzolina sulle ipotesi per l’Esame

di Giulia Zavan

News - Scuola

È un periodo difficile per tutti e per gli studenti di quinta superiore c’è una preoccupazione in più: che cosa succederà con la Maturità 2020?

Come sai le scuole sono chiuse, e tante altre attività si sono fermate, come misura per contenere la diffusione del coronavirus e ancora non c’è una data sicura sulla possibile riapertura.

Anche sull’Esame di Stato 2020 non ci sono ancora certezze, ma la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha voluto rassicurare sul fatto che si sta lavorando proprio per capire come gestirlo.

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Ci stiamo riflettendo, abbiamo già in mente possibili soluzioni che garantiscano agli studenti di fare un esame serio, giusto, in cui non si perda il sapore dell’esame, ma devo tutelare gli studenti rispetto agli apprendimenti degli ultimi mesi” ha spiegato durante un intervento al programma “Tutti in classe” di Radio Uno con Paola Guarnieri.

La Azzolina ha precisato che la Maturità riguarda tutto ciò che si è studiato durante l’arco delle superiori, ma che verrà comunque tenuto conto del fatto che i ragazzi e le ragazze hanno perso delle lezioni, a causa della crisi coronavirus. Niente ipotesi del sei politico o del tutti promossi, ma un esame che davvero possa valutare le conoscenza acquisite, anche durante #IoRestoACasa.

L’esame di Stato riguarda il percorso sviluppato in tutti i cinque anni di studio – ha detto – Io devo tranquillizzare rispetto a quella parte di programma, da febbraio a giugno, e garantire un esame che sia reale, rispetto alla parte di programma non realizzata. Stessa cosa vale per gli studenti delle medie“.

Lucia Azzolina ha detto la sua anche sull’idea che ogni istituto o ancor più nel dettaglio ogni classe prepari le proprie prove, in base al programma effettivamente svolto. Per la ministra potrebbe essere una possibilità da prendere in considerazione ma: “Non in tutte le prove.

Rispondendo alla domanda di un alunno che le ha fatto notare che la didattica a distanza funziona per alcune scuole mentre per altre va a rilento, ha aggiunto che si terrà “in considerazione cosa gli studenti hanno fatto in questo periodo di didattica a distanza e cosa non hanno fatto“.

Lei stessa ha poi definito la situazione dello studio a distanza in Italia: “a macchia di leopardo, non c’è una differenza nord-sud“. “Sulla didattica a distanza ci siamo attivati immediatamente: ci sono aspetti positivi e ci sono realtà più deboli a cui abbiamo provato a dare risposta mettendo varie soluzioni in campo“.

Tra queste soluzioni, il MIUR si è mosso con un portale dedicato su cui segnala gli strumenti utili, come le piattaforme gratuite per lo studio da casa e i canali per i materiali multimediali (puoi approfondire cliccando qui).

Attraverso il decreto “Cura Italia” poi, sono stati stanziati 85 milioni di euro per supportare lo studio da casa, ad esempio fornendo agli alunni più in difficoltà dispositivi digitali in comodato d’uso e la connessione di rete.

Lucia Azzolina ha continuato spiegando che gli insegnanti stanno già valutando i compiti eseguiti da casa, ma che non bisogna avere “l’ossessione del voto.  E ha ribadito che l’anno scolastico sarà valido.

I voti non sono la cosa importante ora, per la Ministra la cosa fondamentale è: “stare vicino ai ragazzi che sono smarriti, non hanno più la loro routine. Gli insegnanti sono fondamentali dal punto di visto emotivo, soprattutto in quelle zone come la Lombardia in cui l’isolamento e la tristezza si stanno combattendo anche grazie alla scuola. I prof regalano momenti di serenità in momenti tristissimi“.

A questo propositio, il MIUR ha lanciato l’iniziativa #LaScuolaNonSiFerma in cui raccoglie tante esperienze di solidarietà, di empatia, di generosità che arrivano dal mondo di studenti e insegnanti. Clicca qui sotto per saperne di più.

#LaScuolaNonSiFerma: storie di forza e unità dal mondo scolastico