Melancholia: “La nostra generazione ha troppe paure”

di Irma Ciccarelli

Le Smemo Interviste
Melancholia: “La nostra generazione ha troppe paure”

What Are You Afraid Of? è il titolo del primo EP dei Melancholia, la band che ha conquistato il pubblico, non solo di X Factor 2020, grazie alla loro energia, originalità e quella sana voglia di volersi consacrare alla musica.

Da cosa nasce questo album? Dalla complicità artistica che lega Benedetta, voce della band, Filippo, e Fabio che con i loro strumenti, rispettivamente chitarra e synth, hanno dato vita a trame sonore capaci di affrontare anche un panorama internazionale.

Ecco la tracklist di What Are You Afraid Of?: Léo, Cellar Door, Rant, Mr. Murphy, Venom, Alone, T.R.A.P.P.E.D., I’m Giving Up, Black Hole.

La nostra intervista ai Melancholia

“What Are You Afraid Of” è il titolo del vostro nuovo Ep. Qual è la sua storia? Cosa avete aggiunto all’esperienze maturate in passato e cosa, invece, tolto di queste?

La storia dell’album è in realtà molto semplice: è un susseguirsi di storie ed emozioni nel corso di 5 anni, un arco di tempo molto vasto in cui siamo cresciuti ed abbiamo lasciato indietro molte cose per scoprirne delle altre.

I brani di questo EP sono nati da un concetto musicale a cui dare parole o parole a cui dare una musica?

Entrambe le soluzioni in realtà sono giuste, musica a parole hanno lo stesso peso.

Il titolo propone una domanda: What Are You Afraid Of. Quali sono le paure della vostra generazione? E quali pensiate siano le soluzioni?

La nostra generazione ha troppe paure e molte di queste non si riconoscono nemmeno, sembrano sensazioni inspiegabili perché non vogliamo accettarle. Se ognuno vivesse la propria vita, le proprie esperienze con più leggerezza senza pensare al giudizio altrui e se tutti accettassero l’opinione o lo stile di vita diverso dal proprio senza accanirsi verso l’altro saremmo tutti meno spaventati e più liberi, ma ci vuole forse troppo coraggio.

Quali pensate siano i vostri punti forza? Perché scegliere di ascoltare i Melancholia? 

Siamo estremamente diretti e contorti, semplici e complessi, siamo un po’ agli estremi di tutto e non pensiamo all’incoerenza. Cerchiamo di stare sia “di là” che “di qua” rispetto alle cose per spingerci sempre oltre emozionalmente.  È come avere un orologio col pendolo che oscilla sempre e non si ferma mai al centro.

Musica e formazione: quanto conta studiare uno strumento, canto, per fare musica oggi?

Lo studio è tanto importante quanto fare la musica con la pancia, è sempre meglio studiare e apprendere per poi dimenticare alcune rigide impostazioni per essere liberi di usare l’istinto.

Con quale band vi piacerebbe avere un confronto musicale (non una competizione), magari da cui nasce un brano, perché pensate di avere qualcosa in comune?

Penso subito ai Twentyonepilots, ai Radiohead, ai Massive Attack, ai Muse. Sarebbe un sogno poterci scambiare idee.

Fate parte della generazione che vive l’era dei talent, a cui avete anche partecipato. Oltre ad una opportunità di crescita personale e di carriera, il talent potrebbe essere per gli spettatori, anche più giovani, un nuovo momento di formazione che aiuta a far conoscere gruppi e pezzi storici della musica?

Certo che sì, dietro ad ogni talent c’è sicuramente il concetto di voler portare la musica nelle case delle persone e renderla fruibile a tutti.

Ci dite tre dischi che avreste voluto comporre voi?

Sicuramente “Ok computer”, “Black Holes and Revelations”, “Reanimation”, ma in realtà ce ne sarebbero tantissimi altri.

Quale frase di un vostro brano vi piacerebbe vedere sul diario di Smemoranda?

Sarebbe curioso capire quali scegliereste voi. In ogni caso una delle frasi che preferiamo è “we’ll be names on the graves”.

Cosa vi augurate?

Ci auguriamo di poter suonare il più presto possibile perché abbiamo tanta voglia di tornare a vivere le sensazioni del concerto

Avete un ricordo particolare legato al diario Smemoranda?

Solamente il freddo di Gennaio, la sedia scomoda e il sonno della prima ora. Avrei dovuto usarlo più spesso il diario, sarebbe andato tutto più liscio, ahahah!