Mercedes: vecchia, ricca e stronza. E ci piace così

di Laura Giuntoli

Le Smemo Interviste
Mercedes: vecchia, ricca e stronza. E ci piace così

Mercedes è un’elegante signora di mezza età. Cofana leonina rosso fuoco, abiti griffati e un viso che sembra conoscere solo un’espressione: quella altezzosa e sprezzante di chi guardandosi intorno può affermare con sicumera “Io sono io e voi non siete un cazzo”. Mercedes infatti è una delle donne più potenti del mondo, e siccome è risaputo che il potere nasconde sempre del marcio, è cinica, spietata, egoista ed è tra i responsabili di un disastro climatico globale che sta sconvolgendo l’equilibro del mondo. Poi, all’improvviso, il karma bussa alla sua porta e si ritrova in fuga. Abbandonata dai suoi vecchi amici del “Partito” e dal Papa, è inseguita dai non ben precisati ma pericolosissimi nemici che si è fatta per arrivare così in alto. Come ogni regina che si rispetti, non viaggia da sola, ma porta con sé una corte strampalata con parrucchiera, segretaria, avvocati, commercialisti, guardie del corpo e gente varia, oltre a un set di valigie tipo Louis Vuitton con dentro la zavorra necessaria alla sua nuova vita di magnate fuggitiva.

Mercedes, la protagonista dell’ultimo graphic novel del fumettista argentino Daniel Cuello, edito da BAO Publishing, è una stronza, ma talmente stronza che alla fine non si può non volerle bene, per vari motivi. Perché ci fa sentire subito meglio con le nostre piccole malefatte quotidiane. Perché i cattivi nelle storie spesso sono ironici e hanno classe da vendere. Perché forse, come direbbe Loredana Bertè, così cattivi non sono mai. Ne abbiamo parlato con Daniel Cuello, ecco cosa ci ha raccontato.

Mercedes è una donna forte, potente, cinica e, soprattutto, tanto stronza. Come nasce questo personaggio? A chi ti sei ispirato? 

Mercedes, come capita spesso, è la summa di più elementi: una signora con cui ho avuto a che fare quando ero appena arrivato in Italia da bambino, alla quale ho rubato il portamento, la fisionomia e molti modi di fare. È la signora che ho intravisto una volta al bar, di cui non so niente, ma della quale ho immaginato tutto, è la signora che cercava di aprire la confezione di plastica di un panino comprato sul treno che mi portava a Genova, è Meryl Streep in Iron Lady, è Emily Gillmore di “Una mamma per amica”. Ma più di tutto, è una parte di me, quella che se non urla è perché la mia bussola morale è tarata su parametri a volte – ma non sempre – diversi da quelli di Mercedes.

Mercedes a modo suo è una femminista? La definiresti tale?

Non parlerei di Mercedes in chiave femminista/non femminista/maschilista. Mercedes è una persona, un essere umano, prima ancora di essere donna. Un’entità. È un’oligarca, in un mondo al collasso. Non può, non ha tempo, e forse nemmeno le interessa, sostenere battaglie femministe, sebbene poi si ritrovi a rappresentare certe lotte senza nemmeno volerlo.

A parte Mercedes, qual è il personaggio della sua corte strampalata a cui ti sei più affezionato? Tipo con cui andresti a cena?

Tito, la guardia del corpo. Il personaggio più silenzioso di tutti, ma che con un paio di battute ho caratterizzato tantissimo. Sono sicuro che ha molto da raccontare. Non voglio rischiare spoiler, non posso dire troppo, ma ad un certo punto molto importante della storia dice qualcosa che racconta tantissimo di lui, se uno si ferma a riflettere, nonostante l’incalzante fretta di Mercedes.

Anche qui – come nel caso di Residenza Arcadia il tuo primo graphic novel siamo una sorta di distopia. In Mercedes c’è il “Partito” al comando, e soprattutto ci sono i cambiamenti climatici che sconvolgono il mondo causando morti e migrazioni di popoli. Che poi non è nemmeno troppo lontano dalla realtà. Come mai questa scelta?

Era un vincolo che mi ero posto ancora prima di iniziare Residenza Arcadia: in questi libri non ci doveva essere niente che non fosse già capitato almeno una volta nel corso della storia. Con altri nomi, con altre facce, ma doveva essere già successo: per rendere il tutto ancora più realistico, opprimente e inquietante. Ed è proprio in questo mare putrido che le battute, che inserisco chirurgicamente qua e là, si notano di più, aiutandomi a caratterizzare i personaggi al meglio. Proprio come Mercedes in persona, in fondo.

– Mercedes è un personaggio complesso, in qualche modo mi ha ricordato Charles Foster Kane in Quarto Potere di Orson Welles. C’è davvero una correlazione tra i due potenti e spietati, ma alla fine fragili e bisognosi d’amore, personaggi?

No, non ho usato Kane come riferimento. Ma come dicevo prima ho usato altri personaggi che nel corso della storia hanno avuto il destino del pianeta tra le mani: da Margaret Thatcher a Elisabetta I, da Elon Musk a personaggi della politica e dell’industria più vicini a casa nostra.

– “Se davvero ami i personaggi che hai inventato devi farli soffrire”, hai scritto sul tuo sito. Cosa svela di te come autore? Cosa ti direbbe Mercedes di questo tuo sadismo?

Conoscendo Mercedes, lei mi darebbe ragione. Il cinismo di Mercedes non conosce barriere, è consapevole di ciò che comporta la vita, anche per chi ha il pugno di ferro. Persino indossando il Guanto dell’infinito di Thanos, sei destinato a quella sofferenza. Lei lo sa. Sa che è ineluttabile, ma se ne frega, si inventa delle regole tutte sue e prova a scappare lo stesso. La sofferenza, le delusioni, le perdite, sono quanto di più ci accomuna come esseri umani, ancora più delle gioie, è innegabile. Senza le sofferenze sarebbe un infinito episodio dei Teletubbies: che palle! Io me ne nutro, ne vado ghiotto, come una falena attratta da una lampadina.

 

Una playlist di tre o più canzoni da ascoltare mentre si legge Mercedes

11 Cycles of E”, dalla colonna sonora di Loveless, composta da Evgueni Galperine

Mountains”, dalla colonna sonora di Interstellar, composta da Hans Zimmer

Heart of Glass”, versione Blondie + Philip Glass (Crabtree Remix)

Sympathy for the Devil”, versione Guns N’ Roses

Tre cose a cui Mercedes non può assolutamente rinunciare.

Un’acconciatura sempre perfetta, le gocce per dormire, il potere. 

Tre cose a cui tu non puoi assolutamente rinunciare.

Il gel per i capelli, la musica, il sesso.

Daniel Cuello, argentino di nascita, italiano di adozione ma più che altro fumettista. Nel suo sangue ci sono circa sette nazionalità  diverse. Autodidatta, da anni pubblica graphic novel, racconti brevi, illustrazioni e tante, tantissime vignette, molte delle quali raccolte nel volume “Guardati dal beluga magico” pubblicato da BAO Publishing nel 2018.