Merk & Kremont: “Ci sono molte trappole nella carriera di un artista”

di Irma Ciccarelli

Le Smemo Interviste
Merk & Kremont: “Ci sono molte trappole nella carriera di un artista”

Merk & Kremont sono tornati. Il duo di fama internazionale presenta al pubblico il nuovo singolo “She’s Wild” feat. The Beach.
Il ritmo ben delineato e i tratti identificativi del sound del duo che si mescolano con la creatività di The Beach danno vita ad un brano fresco, vitale e vivace.
I dettagli? Li raccontano direttamente Merk & Kremont per gli amici di Smemoranda!

Merk & Kremont: l’intervista

“She’s wild” è il vostro nuovo singolo con. Di cosa parla?

“She’s Wild” è una storia d’amore tra un ragazzo e una ragazza “wild”, selvaggia, indomabile.

Lui non riesce a conquistarla perché lei è uno spirito libero, e quindi va fuori di testa ogni volta che la vede: ma è proprio quel suo essere così irraggiungibile e sfuggente che lo affascina e lo fa innamorare sempre di più.

Inoltre, questo brano vede la collaborazione con The Beach. Com’è nata?

La collaborazione con The Beach è nata a Londra, subito prima del lockdown: ci trovavamo lì per fare nuova musica, e abbiamo conosciuto questo cantautore. Di getto, in un pomeriggio, abbiamo scritto “She’s Wild”.

Musicalmente avevamo idee simili e c’era molta sintonia artistica, per cui è stato naturale decidere di collaborare.

Cosa vi siete dati, scambiati, a livello artistico con The Beach? Cosa vi ha lasciato e cosa avete lasciato con questa collaborazione?

The Beach è un cantautore che suona anche la chitarra, e il processo creativo è stato libero, spontaneo, abbiamo deciso di non metterci paletti lasciando che ognuno di noi creasse in modo istintivo e senza troppi condizionamenti.

C’è sempre molto da imparare in situazioni del genere, e siamo molto soddisfatti.

Giovani, ma tanta esperienza. Qual è stato l’evento che vi ha fatto capire che eravate passati al livello successivo, ovvero quello che vede trasformarsi la passione in mestiere? 

L’evento che più di tutti ci ha dato speranza nella nostra carriera e ci ha permesso di dire “se ci impegniamo possiamo farcela” è stato nel 2013, quando Fedde Le Grand (dj olandese di fama internazionale) ha suonato la nostra traccia in anteprima all’Ultra Music Festival a Miami.

Da quel momento, abbiamo deciso di dedicare tutti noi stessi a questa passione e di impegnarci per trasformarla in un lavoro.

Cosa rende un vostro singolo “riconoscibile”? Quali sono gli elementi artistici che fanno dire che è un vostro pezzo?

Da sempre quello che caratterizza il nostro sound è il suono del basso, nello specifico l’utilizzo delle bass line groove.

Noi siamo grandi amanti della musica funk: una grande eredità che ci ha lasciato è la cura e l’eleganza nella scrittura delle linee di basso, che insieme alla cassa costituiscono la parte fondante di qualsiasi tipo di groove.

In tutti i nostri dischi, sia pop sia club, mettiamo sempre una grande attenzione nella scelta dei suoni del
basso e nella costruzione melodica della linea del basso.

Quali sono state le trappole in cui avete rischiato di cadere come giovani artisti?

Ci sono molte trappole nella carriera di un artista, soprattutto quando è giovane e non ha ben chiaro quali potrebbero essere gli sviluppi del proprio percorso.

Molte volte siamo caduti in errori, non legati a una vita dissennata perché fortunatamente siamo sempre stati con la testa sulle spalle, però magari a livello artistico in alcuni casi abbiamo fatto valutazioni sbagliate.

Ma sbagliando siamo riusciti a capire ciò che rappresentiamo, quindi l’abbiamo presa in modo tranquillo, senza troppi rimpianti.

Cosa consigliate ai ragazzi che vogliono intraprendere la vostra strada? Oltre il fatto seguire la propria passione?

L’insegnamento più grande che si può dare a un ragazzo che intraprende questa carriera ed è all’inizio è quello di seguire la propria passione, non demoralizzarsi mai di fronte a tutte le sfide che si troverà ad affrontare.

Non ci sono carriere predefinite, non ci sono titoli di studio che garantiscono di fare questo lavoro: l’unica cosa che, alla lunga, porta al successo è la determinazione.

Ovviamente c’è anche una dose di fortuna, e quella non la possiamo controllare, ma le cose che invece possiamo controllare sono la determinazione, la volontà e la passione: questi tre elementi sono fondamentali.

Che tipi di studente eravate alle superiori?

Purtroppo, nessuno dei due è mai stato uno studente modello!

Fin da subito e in particolare dai 15 anni in poi, avendo la passione per la musica, al posto di studiare molte volte ci siamo dedicati a quello.

Onestamente non abbiamo rimpianti perché abbiamo sempre seguito il nostro cuore e quello che ci appassionava, ma pensiamo che la scuola sia importantissima e a posteriori ci rendiamo conto di quanti benefici abbia portato lo studio.

Avete un ricordo particolare legato all’agenda Smemoranda?

Io (Kremont) ho avuto Smemoranda tutti gli anni, mio padre era molto amico di Nico Colonna quindi conoscendolo anche personalmente sono sempre stato fan e l’ho sempre usata!

Cosa vi augurate?

Ci auguriamo, per noi stessi, di continuare a fare musica senza mai cadere nella trappola di dover accontentare qualcun altro, ma con il solo obiettivo di seguire il nostro piacere personale di fare musica.

Pensiamo che ogni artista dovrebbe ambire a questo.