Mimes of Wine, La Maison Verte

di L'Alligatore

Recensioni
Mimes of Wine, La Maison Verte

Atteso ritorno quello dei Mimes of Wine di Laura Loriga, cantante senza confini (il disco è uscito prima negli States, con la Accidental Muzik di Adam Moseley), cantante di rara intensità intellettuale, accompagnata dal suo piano e da storie vissute. Accompagnata da una band intimamente legata a lei, in particolare per questo disco, fortemente arrangiato tutti insieme … e si sente.

Si sente nel pezzo lento e carezzevole che apre il disco, “Below a Fire”, e in quello dopo, “Jai Singh”, più rock dinamico (in entrambi c’è la voce di Francesca “Melampus” Pizzo) con una tromba che non ti molla (è di Tiziano “Portfolio” Bianchi). Si sente fortemente in “Birds of a Feather”, dall’apertura voce/piano, poi sempre più ricco di archi, e nel florido “Lovers Eyes”, scritto assieme a Nuccini de I Giardini di Mirò, pop-rock elettrico cullante e sensuale. Il pezzo dove la mia coda vibra di più al suo ascolto è però “Last man on mount Elysian”, dai vocalizzi magici senza pari quanto a ritmo poetico.

Inclassificabile, tra modernità e classicità, una voce che non scordi facilmente quello della bolognese apolide Laura Loriga. Con “La Maison Verte” ci ha regalato una delle uscite più belle dell’anno. Imperdibile, prezioso, per veri intenditori dell’underground italico di classe. Gran classe.