Mimes of Wine Memories for the unseen

di L'Alligatore

Recensioni
Mimes of Wine – Memories for the unseen

“Memories for the unseen” è uno dei dischi più conturbanti usciti nel 2012, tanto che non posso fare a meno di ascoltarlo ancora e ancora, in particolar modo nelle giornate uggiose. Già, uggiose… non credo ci siano cd adatti a determinate stagioni, ma di sicuro, suoni, strumenti, parole e modi di cantarle più adatti a certi momenti. Questa seconda uscita dei Mimes of Wine è più adatta agli umori e alle immagini dell’inverno.

Dodici tracce intense, costruire da Laura Loriga al piano a Los Angeles e mandate al resto della band nella sua Bologna per completarle. Dodici storie di personaggi che escono dall’ombra, e un po’ alla volta si raccontano. Dodici misteri svelati o rimasti tali. Per farlo, la voce, mai uguale di Laura, il piano e l’organo, gli archi, la tromba, le chitarre acustiche e anche elettriche… il tutto registrato in piena campagna dal sempre più presente Enzo Cimino.

Un disco con una trama sonora forte, con un unico filo conduttore, un disco quindi difficilmente scindibile in brani. Tra tutti scelgo a fatica “Altar of rain” folk soave, con il charango a renderlo unico, “ la magia pura di “Charade”, inizialmente piano e voce, poi tutta la band dietro, “Auxille”, che mi ricorda le cose migliori dei The The, ispirato ad Auxilio Lacouture, protagonista di “Amuleto” di Roberto Bolaño (per questo mi sono preso il romanzo), “Ester”, vertice sonoro dell’album (ascoltatelo, ve ne innamorerete), “Aube”, brano complesso, ricco di suoni, con la voce al massimo.  
Tra le migliori uscite dello scorso anno, ha dato un senso al lungo inverno.