Miracolo a Sant’Anna

di Michele R. Serra

Recensioni
Miracolo a Sant’Anna

L’uscita di Miracolo a Sant’Anna, l’ultimo film di Spike Lee, è stata accompagnata da molte, moltissime polemiche. Non si può negare che l’ormai cinquantenne Spike abbia avuto un bel coraggio, a venire in Italia a girare – con anche attori italiani – questo film.

Un film ambientato durante la seconda guerra mondiale e incentrato sul terribile episodio della strage di Sant’Anna di Stazzema: in questo paesino della montagna lucchese nel 1944 i nazisti compirono una terribile rappresaglia, massacrando 560 civili.

Ecco, ora viene da chiedersi che c’azzecca Spike Lee con questa storia. La risposta, ovvia quanto corretta, è: ben poco.

In questo momento non ci interessa entrare nella discussione che riguarda il modo in cui Lee ha riletto i fatti storici nel film, anche perché lo stesso regista dichiara apertamente che di semplice fiction si tratta, e che la storia costituisce solo un punto di partenza per costruire un racconto inventato. Dunque, vi diciamo semplicemente che questo racconto vede protagonisti un pugno di soldati afroamericani, che combattono per liberare l’Italia dal nazifascismo. Loro sono i Buffalo Soldier: una divisione dell’esercito usa composta interamente da neri, nata addirittura nell’800 ai tempi delle guerre contro gli indiani.

Dunque, lo Spike Lee di Miracolo a Sant’anna è totalmente diverso da quello a cui siamo abituati: qui gira con uno stile che ricorda molto da vicino il classico cinema di guerra hollywoodiano di stampo piü melodrammatico. Il punto è che il famoso miracolo, dal punto di vista cinematografico non si compie mica: la storia si perde in mille rivoli, alcuni passaggi narrativi sono incongruenti, e il finale piuttosto sconcertante.

È giusto che un regista abbia voglia di cambiare rotta di tanto in tanto, giusto per non annoiarsi. Ed è anche giusto che Spike Lee non ci parli sempre della vita dei ragazzi di Brooklyn. Ma nonostante le buone intenzioni, Miracolo a Sant’Anna risulta un buco nell’acqua. Non te la prendere Spike… sarà per la prossima volta!