Misère de la Philosophie Ka-Meh

di L'Alligatore

Recensioni
Misère de la Philosophie – Ka-Meh

Dalla città di Piombino, Livorno, giovani portatori di un nuovo progetto musicale radicale (guardate la copertina), riferimenti forti (da Marx a Bertolt Brecht), liriche da ripassare per bene. Del resto, la loro città a vocazione industriale fin nel nome, ha sofferto questo industrialismo dannoso, e cercare di riprendere in mano gli strumenti critici, mi sembra sia il minimo. Trasformare poi il tutto in piacevoli canzoni pop-rock, è la migliore cosa.

E allora vai con “Bobok”, pezzo ispirato da un racconto di Dostoevskij con incroci di chitarre magici, “Interferenze”, dove suonano come dei Jesus and Mary Chain in italiano, “Eresia”, musica ammaliante e un testo da mandare a memoria. E siamo solo ai primi tre pezzi. Il quarto, “Maelzel” ha ritmo ed elettricità da vendere, e un altro grande testo, poi c’è “Nella sua tana”, sintesi sonora del cd, con chitarre a dialogare splendidamente con l’organo, “Terrore”, di squisito gusto beat (bello in un film di Wenders, o cantato da Nada). Splendide anche “A voi”, dilatata/dilatante, dal testo cupo e con chitarre orientaleggianti, “Prendi i soldi” (Gesù fu un ribelle/E presto lasciò dei mercanti il volgo/Gesù fu un ribelle/Quando entrò a Ottobre a Pietroburgo…), e il gran finale “Ombre corte” con ritmo, voce quasi recitante e chitarre ancora verso l’Oriente.

Per l’Alligatore un disco da ascoltare dalla testa alla coda. Una delle più belle sorprese di questo scorcio di 2014.