Mòn, Zama

di L'Alligatore

Recensioni
Mòn, Zama

Nati in un box sotterraneo a Roma nel 2014 i Mòn (che nome strano e fascinoso), sono poi saliti in superficie macinando nel giro di tre anni molta strada per arrivare a questo ottimo esordio. “Zama” è un album tutto da ascoltare, non ha cadute di ritmo, come ogni suo pezzo inizia lento, soffuso, pop-folk soave, per crescere in esplosioni di rock elettrico. Ascoltandolo sentirete molte influenze di importanti gruppi internazionali, dai Radiohead ai Coldplay, dai quasi omonimi Mùm ai Sigur Ròs, ma anche The Strokes, Artic Monkeys …

“Zama” si apre con l’armonia celestiale di “Lugs”, scelto bene come primo loro singolo, per proseguire con “Alma”, più lento e bucolico del primo, ma con lo stesso ritmo in salire e la voglia di farsi sentire (notevole l’intreccio voci maschile/femminile), quindi “The Flock” dolce e corale indie-folk con una progressione che ricorda i primi Coldplay.

E siamo solo ai primi tre pezzi, che dire degli altri? “Fluorescence” ha una chitarrina che non scordi fin dall’inizio, e un’andatura da rock internazionale molto vicino ai The Strokes, “Indigo” mostra un abile uso delle tastiere, e sorprende nelle soluzioni mai banali, “Forest Of Cigarettes” è psichdelia nuova dal ritmo irresistibile e cantato corale …

Potrei citarle tutte, perché tutte hanno qualcosa che conquista. Ascolto dopo ascolto, i vari riferimenti internazionali indie-pop-folk-rock saranno per buona parte assorbiti, e vi rimarrà il gusto inconfondibile dei Mòn, la nostra nuova cosa indie-pop-folk-rock. Parola d’Alligatore!