Monster Hunter Rise

di Redazione Smemoranda

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Monster Hunter Rise

Resident Evil, Street Fighter: giochi che tutti quanti conoscono (anche quelli che non giocano). Grandi successi prodotti dalla Capcom, storica software house giapponese fondata nell’ormai lontano 1979. In quarant’anni di storia, però, non si era mai visto in casa Capcom un successo come quello realizzato nel 2018. Dopo Monster Hunter World, 16 milioni di copie vendute, quella serie è diventata la nuova gallina dalle uova d’oro del mondo dei videogame, l’ennesimo unicorno prodotto da un’industria che vede moltiplicarsi le storie eccezionali giorno dopo giorno. Ah, adesso fanno pure il film.

Ed eccolo qua. La protagonista peraltro è Milla Jovovich, che ha già fatto Resident Evil, quindi perfetto. Insomma, visto il successo di Monster Hunter World, ovvio che Capcom ha pensato di espandere ancora il mondo di Monster Hunter. E così è appena arrivato sugli scaffali – o insomma, sui negozi online – Monster Hunter Rise.

Monster Hunter Rise non è troppo diverso dai precedenti capitoli, in fondo. Nei panni di un cacciatore, ci si avventura in un mondo popolato da creature fantastiche, un po’ dinosauri, un po’ draghi. Bisogna combatterle. Poi, una volta sconfitte, si possono usare per costruire nuove armature o armi, utili a combattere mostri sempre più grandi e migliori. Fino a diventare il re dei cacciatori. Che poi, intendiamoci, la caccia nella vita reale non ci piace neanche, ma dentro Monster Hunter, bè, le cose cambiano molto.

Perché Monster Hunter Rise riesce a farti piacere una cosa che normalmete non ti piace? A voler essere sintetici, perché l’esperienza è meravigliosa. Si svolge in un Giappone feudale fantastico, i mostri sono molto belli e molto strani, almeno ai nostri occhi occidentali.

Monster Hunter Rise introduce nuove meccaniche di gioco che renderanno l’esperienza forse meno immediata per chi ha già giocato agli altri capitoli della serie, ma che possono portare a grandi soddisfazioni una volta superata la parte più ripida della curva di apprendimento. Quindi è ottimo per tutti, gamer vecchi e nuovi, a patto che i vecchi siano disposti a tornare a scuola per un po’. È uno di quei rari giochi che riescono a essere nello stesso tempo impegnativi e rilassanti. L’unica cosa davvero mostruosa, qui, è il successo.