NBA 2K12

di Michele R. Serra

Recensioni
NBA 2K12

Il lockout continuerà sicuramente fino al 30 di novembre, a sentire le parole del grande capo della lega David Stern. Ma ormai pure i tifosi più ottimisti sanno che sarà dura vedere BryantJames e compagnia volare sopra il parquet, anche dopo quella data. E allora – oltre a consolarci con un bel campionato, dalle nostre parti – ci serve davvero un gioco capace di riportarci a vivere le emozioni dell’NBA.

Eccolo qua: i roster delle squadre saranno pure rimasti gli stessi dell’anno scorso, ma non crediate che gli sviluppatori di Visual Concepts abbiano approfittato della pausa dei professionisti statunitensi per prendersi un bel periodo di vacanza. Niente affatto. 2K Games l’anno scorso ha trovato la formula perfetta, quest’anno lavora di lima per rendere ancora più godibile un gioco pressoché perfetto: implementati un botto di miglioramenti nel sistema di controllo, grafica più bella e intelligenza artificiale migliorata (ma non ancora perfetta, soprattutto nella fase difensiva – che poi, immagino sia piuttosto difficile da simulare).

Ma poi, un gioco non è solo pixel & texture, no? E allora, parliamo di quello che più importa: emozioni
Da piccolo, guardavo l’NBA su Tele+2. Le partite le commentavano Dan Peterson o Flavio Tranquillo, o tutti e due, non mi ricordo. Bè, gli anni Novanta eran grandi anni: c’erano ancora i Bulls di Jordan, Pippen e poi Rodman, ok; ma pure Hakeem Olajuwon iperelegante, Charles Barkley poco più basso e più grasso di quelli a cui saltava sopra la testa, John Stockton con i calzoncini cortissimi, il piccolo Shaq. Questi nomi bastano, a chiunque abbia mai seguito il basket americano, per sentire piccoli brividi che corrono lungo la schiena.
L’idea forte dei ragazzi di Visual Concepts e 2K Games, è: sfruttare questi brividi, queste emozioni. E allora, vai con la modalità Greatest Players: l’anno scorso era solo Jordan (e bastava), quest’anno possiamo vestire casacca e calzoncini di Magic, Bird, Wilt Chamberlain e altre undici leggende dei parquet, rivivendo sfide storiche. Io personalmente, una notte l’ho persa con i Bab Boys di Detroit.

Ecco perché NBA 2K è ancora l’unico gioco di basket che potrebbe sostituire una regular season. Sperando che non ce ne sia bisogno.