Non lo voglio più

di Alessia Gemma

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Non lo voglio più

E non solo non mi comprerò più capi d’abbigliamento da oggi ma cercherò anche di smaltire quello che già ho e non voglio più.

il mio armadio in posaPerché, l’ho detto, mi annoio, soprattutto in mezzo a tutta questa roba

perché ne ho comprata così tanta negli anni passati che ora posso vivere di rendita  per credo più di un anno

perché un filosofo disse “…e porta via gli stracci, i tuoi fianchi e quella faccia da mambo… e fai passare la mia malinconia” (ok ok, l’ho rimaneggiata io)

perché secondo me quando dovevo per forza comprare molto meno vestivo tanto meglio

perché devo riprendere in mano questo blog

perché ho la casa piccola

perché vivo a Milano, dove per svago in genere compri vestiti. Stiamo tutti vestiti uguali

perché ora è estate e non mi servono, poi magari ‘st’inverno ci ripenso. è un mio diritto!

Quindi questo diventerà un angolo inchiesta fru fru: tutto quello che mi verrà voglia di comprare e che avrei comprato quando ancora il caldo non mi aveva dato alla testa lo fotograferò con tanto di prezzo. Il 25 luglio 2014 faremo poi i conti in tasca amme e offrirò da bere a tutti.

Parigi, la Maison des Artistes in Rue de Rivoli 59Insomma, è un blog di moda al contrario e sarà un successo mondialissimo e Anna Wintour mi supplicherà di lavorare per il suo Vogue America, ma io sarò via lontano, libera e felice! Non chiamatelo downshifting, chiamatelo cazzeggio volovia.

Iniziamo ora con un elenco delle cose che non voglio più e che potete venire a ritirare perché molto utili:

– un vestitino blu a pois della nonna morta non so più di chi

– ciabattine cinesi, prese però a Parigi nel quartiere arabo

– una borsa a forma di cane, fatta a mano da uno in stazione a Firenze

– T-shirt, di tutti i tipi, di tanti concerti: Soundgarden, Roger Waters, Mark Lanegan, Tom Waits, Jovanotti, AC/DC… roba tosta. Una di Bob Dylan, ma è di Zara

– una spilla a forma di tortellino, fatto a mano, s’intende

– una catenina con un’ancora appesa, una catenina con madonne varie, una catenina con una chiave che apriva un salvadanaio rotto

– zoccoli olandesi, quelli che puoi usare solo come vasi da tulipani

– occhiali quasi tutti di plastica e quasi tutti rotondi tranno un paio a forma di cuore

– scarpe da vecchia, una droga

 

– ah, una cuffia a fiori di gomma, avanzo di uno spettacolo di Drag queen
tornate di moda

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 Ciao, ci vediamo!

dal libro Superzelda