Non volevamo dirlo, ma: era meglio il vecchio Dumbo

di Michele R. Serra

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Non volevamo dirlo, ma: era meglio il vecchio Dumbo

Dumbo è uno dei più grandi capolavori del cinema di tutti i tempi. Dumbo è un film che potresti rivedere tutte le sere della tua vita e andrebbe bene lo stesso. Lo puoi vedere la prima volta a quattro anni e poi continuare ad apprezzarlo fino ai novanta, è tipo uno dei pochi film davvero universali. Un film che non ha bisogno di essere modernizzato, un film che parla di cose talmente semplici e talmente fondamentali, e lo fa in un modo talmente efficace, che andrà benissimo anche tra cento anni. Eppure la Disney ha deciso che bisognava fare un remake, un remake con gli attori veri e una tonnellata di effetti speciali digitali, che adesso sono fighissimi e probabilmente invecchieranno molto in fretta… ma non importa, bisogna farlo lo stesso. Boh, finché continuano a portare a casa un sacco di soldi, probabilmente hanno ragione loro. Tipo.

Qualche anno fa la Disney ha rifatto Alice nel paese delle meraviglie. Sembrava un’idea interessante, no? Remakkare uno dei più amati classici di casa, stavolta però in una versione con attori veri ed effetti speciali, e addirittura affidandolo a uno dei registi più visionari dell’ultimo mezzo secolo hollywoodiano, Tim Burton. Uno che aveva iniziato da giovane a lavorare proprio alla Disney, tra l’altro. Bè, il risultato è che quell’Alice era molto diverso dall’originale, era un fantasy in pratica, e non è sicuramente rimasto nel cuore di una generazione di spettatori come quello a cartoni animati del 1951, ma ha incassato comunque un bel po’ di soldoni. Quindi alla Disney hanno detto: ha funzionato! Facciamone degli altri! Di soldi, ovviamente.

(I film sono solo un mezzo, non un fine.)

Intendiamoci, nessuno è geneticamente contrario all’idea di questi remake disneyani. Ad esempio Il libro della Giungla di Jon Favreau, che è uscito circa tre anni fa, era davvero capace di suscitare quel senso di meraviglia bambinesco che noi vogliamo da un film Disney. Però era un’eccezione, nel senso che gli altri remake sono tutti piuttosto scarsi. E anche questo Dumbo lo è. È scarso non dal punto di vista della cura della produzione, non da quello delle scelte di regia, non per il cast o gli effetti speciali, che sono perfetti. È scarso perché non ha un grammo della poesia di Dumbo, quello vecchio. Che sarà anche qualcosa che non di può misurare, ma rimane importantissima.

Quello che ci manca non è lo spettacolo, sono le emozioni. Dumbo era il film che conteneva le scene più drammatiche ed emozionanti di tutta la storia Disney, che se lo vedevi da bambino te lo ricordavi per giorni. Il Dumbo del 2019… sì, per carità, ha un elefante digitale che vola e sembra vero, fatto benissimo, ha un circo pieno di colori e di cose da guardare. Però rimane senz’anima.