Nostalgia istantanea: Forrest Gump

di Redazione Smemoranda

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Nostalgia istantanea: Forrest Gump

Forrest Gump non è un film, è una scelta di vita. È una linea tracciata sul terreno del cinema, che divide: di qua quelli che lo amano, di là quelli che lo odiano. A quasi trent’anni dall’uscita nelle sale, è ancora così. Nel 1994 è stato il film più visto dell’anno, più premiato dell’anno, quasi 680 milioni di dollari di incassi. Eppure, diciamolo: c’è tanta gente che non lo sopporta.

Forrest Gump: perché odiarlo, perché amarlo

I motivi possono essere vari. Certo, chiaramente è un film melenso. E quella colonna sonora di Alan Silvestri, tutta plin plin di pianoforte, può oggettivamente portare anche uomini con un certo equilibrio mentale a scivolare verso la follia. Però è uno di quei film che se lo vedi per caso mentra cambi canale alla televisione, ti fermi a guardarlo. E puoi iniziare a vederlo anche da metà, tanto qualcosa di buono lo troverai comunque. (Ok, è vero, siamo nel 2021 e non si fa più zapping alla tv, siamo nell’epoca dell’on demand tutto, però il discorso regge lo stesso). Forrest Gump è uno di quei film. Magari non è figo dirlo, ma è così.

Certo, voi a chi l’avreste dato l’Oscar nel 1995: al buon Forrest, allo scemo Forrest, o a John Travolta e Uma Thurman strafatti in Pulp Fiction? Messi di fronte a una scelta secca, è difficile non dire: “preferisco Tarantino”. Però se ci pensate anche Forrest Gump non è che fosse proprio un film tradizionale. Uno pensa: “Ah Pulp Fiction! La struttura, il linguaggio, lo stile… tutto rivoluzionario”. Però anche Forrest Gump a modo suo era un film diverso dal solito, solo che non te lo gridava in faccia.

Tutto il bello di Forrest Gump

Cioè, pensateci: non è solo una commedia, non è solo un film drammatico. È un’avventura, ma non c’è un cattivo. Non c’è un conflitto da risolvere, e il protagonista, beh, in realtà non è che sia davvero cambiato e cresciuto durante il film. È rimasto sempre lo stesso, innocente e non proprio intelligentissimo. Quindi, beh, se dite che Forrest Gump è un film tradizionale, ripensateci.

Forrest Gump non solo non è un film tradizionale per come è concepito, ma è anche rivoluzionario per gli effetti speciali. Per carità, l’idea di inserire un attore dentro filmati d’epoca non è nuova. Woody Allen si era photoshoppato dentro le fotografie di Hitler già negli anni Ottanta, ma qui l’idea è portata alle massime conseguenze. E anche tecnicamente perfetta. Quindi, quando sentite qualcuno che parla male di Forrest Gump, sfidatelo a citare un altro film che a quasi trent’anni dalla prima uscita sia ancora capace sia di commuovere il pubblico che di fare incazzare i critici. Non è un merito, è un doppio merito.