Numero6 Dio C’è

di L'Alligatore

Recensioni
Numero6 – Dio C’è

È la freschezza la cosa che colpisce di più nel nuovo disco dei Numero6, il quarto della loro decennale storia. Già, freschezza, sembrerà strano per una band non di primo pelo, ma tutte le parole messe insieme dal bravo Michele Mezzala Bitossi per questo album, i suoi sontuosi arrangiamenti, sembrano così naturali da sembrare un’improvvisazione ad ogni ascolto. E non è poco.

“Dio C’è”, non è la risposta catto-integralista fuori tempo massimo alla mitica “Dio è morto” di Guccini, ma un ricordo della gioventù di provincia anni ‘70/’80, quando si trovava spesso scritta questa frase su cavalcavia e segnali stradali: “Dio C’è” era un sistema, scopro ora, usato dagli spacciatori per segnalare la loro presenza. I Numero6 con questo titolo vogliono provocatoriamente segnalarsi come spacciatori di buone canzoni.

Tredici buone canzoni con la voce di Mezzala protagonista, ma non da sola (in alcuni pezzi Giulia Kramers, poi Colapesce, poi Giulia/UnePassante), e con dei testi meno intimo/personali del solito, ma più aperti e universali. Penso alla splendida “Storia precaria”, duale nella musicalità, forte nel suo senso critico di come va il mondo (della musica), penso alla title-track, brano da scrittore con ritmo e giochi di parole, all’incedere per cambi di “La vita sbrana”, giocherellona e seria allo stesso tempo (molto Numero6), agli arrangiamenti con i controfiocchi di “Un mare”, con violino e violoncello per una storia d’amore, intima, questa sì, solenne ma spensierata, alla finale “A chi è infallibile” con un bel scambio di voci maschile/femminile e un incedere inesorabile (ascoltandola in auto continuo ad accelerare).

ll disco della maturità dei Numero6… senza perdere la leggerezza.