Odio e amore

di Redazione Smemoranda

Giù la Maschera - Storie di Smemo

Odio scrivere.

A scuola mi chiamano “la sintetizzatrice”: i miei temi non superano mai le due colonne e mezzo. Se visto da un punto di vista prettamente scolastico questo soprannome mi dà leggermente fastidio, provando ad allargarlo alla vita quotidiana penso che questo nomignolo sia perfetto. È vero , io sintetizzo. E tanto, anche. È che non mi piace parlare di me, è inutile. Tanto alla gente non interessa cosa pensi e come stai. In particolare la seconda.

“Come stai?”
Beh, in questo periodo mi sento proprio a pezzi e…
“Bene , grazie tu?”

Quando mi sono messa alla scrivania per scrivere questo testo, con la mia tazza di caffè e senza troppe idee, mi è venuta in mente la frase che mi disse uno psicologo lo scorso anno: “Scrivi, scrivi di te , parla e non fermarti. Solo così potrai liberare i mostri presenti nella tua testa.”
Quindi, visto che non ho mai l’occasione (spesso neppure la voglia) di scrivere ho pensato che questo potesse essere il momento giusto, per aprirmi con gli altri, ma soprattutto con me stessa

Non è solo scrivere, che odio, però. Anzi a pensarci odio un sacco di cose. Per esempio odio svegliarmi presto (decisamente!). Odio andare a scuola. Odio quando la mia camera è in disordine ma non ho la voglia di sistemarla, odio me stessa quando non ottengo quello che voglio, odio quando mia sorella mi fa arrabbiare (tanto da farmi diventare completamente pazza!), Odio essere ignorata dalle persone a cui tengo, odio avere il raffreddore, odio essere rimproverata e infine odio essere sieropositiva.

Già.

Quest’ultima è la cosa che mi fa più star male. Perché io? Perché dovevo nascere così? Questi sono i “perché” che mi tormentano da quando avevo 14 anni e mai mi lasceranno stare.
A volte, quando sono con le mie amiche, mi capita di pensare se sarebbero mie amiche se sapessero la verità, se sapessero come mi sento, se sapessero che non sono uguale a loro. Una volta ci ho provato, a dirlo a una di loro. Glielo stavo per dire… ma lei ha aperto bocca per dire una qualche frase stupida e prive di senso, e allora sono rimasta muta, non ho avuto il coraggio. Per ora, non penso sia fondamentale dirlo. Penso che poi mi sentirei come quando sono con i miei nonni, che sono a conoscenza di tutto: mi sento diversa, non perché loro mi trattino in modo differente da mia sorella, ma perché so che loro sanno. Ogni volta mi chiedo se li metta a disagio, mi chiedo cosa pensino veramente di me.
Mi ricordo che da piccola adoravo andare all’ospedale, perché saltavo scuola e stavo con mia mamma e/o mio papà! Crescendo ho incominciato a odiare anche quello: non capivo perché io fossi obbligata ad andarci, e mia sorella no. Poi ho scoperto la verità e ho incominciato ad odiarlo ancora di più, in particolare nel periodo in cui incominciai a prendere tre pastiglie al giorno (che piano piano si trasformarono in due e prossimamente in una sola!)

Odio tutto ciò che è collegato alla mia malattia, perché mi fa pensare, e pensarci mi fa stare male. C’era un periodo in cui piangevo sempre perché non stavo bene con me stessa – non che ora stia bene, ma piano piano ho imparato ad accettarmi come sono. La strada è ancora lunga, ma ce la farò

Voi non mi potete vedere, ma siccome mi sono ripromessa di non piangere mentre scrivevo questo testo, ho messo una maschera per il viso, di quelle di bellezza, per cercare di trattenermi. Per ora ha funzionato.

Quindi ora, visto che ho parlato solo di cose che odio, voglio parlare di tutto ciò che amo.

Mmm…

Illustrazione di Andrea Lucca

Amo la musica, mi fa stare bene! La ascolto ovunque: mentre studio, sul pullman che prendo tutti i giorni, prima di andare a dormire .
Amo le mie amiche. Vero, prima non ne ho parlato benissimo… però amo stare con loro, mi fanno divertire, con loro condivido (quasi) tutto.
Litighiamo sempre, sapete? Non c’è mai una cosa che vada bene per tutte, quindi finiamo spesso col tirarci insulti a non finire. Dopo due minuti però siamo lì a chiederci scusa, di nuovo disposte ad aprirci alle idee delle altre.
Amo il sushi , lo adoro.
Amo mia sorella, con tutto il mio cuore. Per lei darei la mia vita, e pertanto dedico questo testo a lei.

Non sa tutto, ma prima o poi saprà!

Giù la maschera è una raccolta di storie, pensieri e testimonianze. Se anche tu hai un problema con una malattia cronica e non sai a chi rivolgerti, puoi trovare un primo aiuto qui: Giù la maschera è pubblicato con la collaborazione di un team di psicologi professionisti con anni di esperienza. Puoi scrivere una mail a questo indirizzo, sarai ricontattato.