Tokyo 2021: manga, coronavirus e i guai delle Olimpiadi

di Redazione Smemoranda

Attualità

Questa estate 2020 rimandata al 2021 è quella dove chi non vuole sentire parlare di sport, in pratica, non ha altra alternativa che il lockdown duro, visto che dopo la scorpacciata di calcio degli Euro, ecco che ci arrivano in faccia le Olimpiadi. Tokyo 2020. O 21, come volete.

Olimpiadi che notoriamente sono belle, e piacciono a tutti quanti.

Cioè, a tutti tranne ai giapponesi, che le hanno organizzate e poi rimandate – per ovvi motivi – e poi si sono ritrovati all’estate successiva dove, insomma, mica potevano rimandarle un’altra volta. Quindi?
Quindi le fanno, ma senza pubblico e soprattutto contro il loro stesso paese, visto che secondo i sondaggi l’80% dei giapponesi non vuole i giochi. Non li vuole perché pensa che tutti quegli atleti da tutto il mondo porteranno nuovi focolai dell’epidemia. Ricordiamo che i giapponesi sono poco vaccinati, ma anche che finora sono stati poco toccati dall’epidemia, perché insomma hanno avuto 14mila morti su 126 milioni di abitanti, quindi insomma è facile fare le proporzioni: l’Italia ha meno della metà della popolazione e quasi dieci volte più morti.
Metteteci sopra il fatto che da sempre il popolo giapponese è come dire, poco aperto nei confronti dello straniero, ecco, e capirete che la situazione non è delle migliori. Infatti, come diceva la nonna: ogni giorno ce n’è una.

 

Tutti i guai delle olimpiadi di Tokyo 2021

 

#CancelTokyoOlympics e Sailor Moon

Come se non bastasse, ci si sono messi anche i manga.

Perché queste sono Olimpiadi complicate, e per far offendere qualcuno basta, come è successo nelle scorse settimane, che il comitato olimpico giapponese posti su twitter un’immagine di alcuni grandi personaggi dei manga rappresentati come ambasciatori delle Olimpiadi. C’erano Goku, Astro Boy, Sailor Moon, Naruto. Subito il profilo è stato inondato di messaggi di protesta del genere: “Non usate i personaggi dei nostri amatissimi fumetti per pubblicizzare quelle inutili olimpiadi covidose”… o qualcosa del genere. Sapete come funziona sui social, ed è inutile spiegare che gli accordi per usarli erano stati firmati già nel 2017, che i Giochi comunque si faranno, eccetera. L’onda di indignazione è già partita, facendo più danni di quelle che sparano dalle mani Goku e compagnia. Peraltro, anche chi protesta ha le sue ragioni, visto il periodo che viviamo. Dunque, non rimane che vedere cosa succederà. E sperare che nei prossimi giorni si riesca a parlare solo di sport.