Ono Salsedine

di L'Alligatore

Recensioni
Ono – Salsedine

Salsedine”, titolo malinconico, come la copertina, che profuma di mare, ricordi, cose attaccate dentro, più che fuori. E così è la musica degli Ono, quartetto post-punk di rock elettronico e travolgenti passioni. A un primo ascolto, sembrano l’ennesimo clone dei CCCP, per il declamare invece di cantare, ma alla fine si sente il loro essere altra cosa, nuova anche se consapevole del passato.

Autoironici fin dall’inizio, con un titolo che è tutto un programma, “La musica elettronica” con il quale, tra giochetti divertiti/divertenti, ci portano nei loro suoni e nelle loro parole. Come in “Perec”, esplicita citazione dello scrittore francese, che gli ha ispirati in questo loro ripensare l’infanzia, come in “Odisseo”, malinconico pezzo intimo e filosofico, con tanto di gabbiani, come in “Il giovane Niccolò e il Ritorno dell’Uguale”, canzone più rilassata e diretta delle precedenti con un testo che entra nella mente e nel cuore. Perfetta, per chiudere, “Bibiena, 19”, omaggio a una via di Bologna dove è nato il disco, con una bella alternanza tra il declamare in italiano di Cesare Barbieri e il cantare in inglese di Michela Puddu.

“Salsedine” è un disco fatto autarchicamente, divertendosi e divertendo. Ne è prova la traccia fantasma a chiudere il cd, con scherzi, ridacchiare, cose poi cancellate (ma non del tutto), che lo rendono vero. Splendido il disegno di copertina e tutto l’artwork curato da Francesco Farabegoli.