Operetta scolastica. Dialogo tra una studentessa e una prof in tempi di Covid

di La Redazione

Scuola
Operetta scolastica. Dialogo tra una studentessa e una prof in tempi di Covid
Di Anna Balducci 18 anni e Ilaria Mingazzini 18 anni, studentesse III liceo classico Torricelli- Ballardini Faenza. Aderiscono a Priorità Alla Scuola

La pandemia del Covid-19 provocò la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado in tutta Italia dal 5 marzo al 7 giugno 2020. Nell’aprile dello stesso anno si formò il Comitato Priorità alla Scuola riunendo docenti, studenti e genitori che con  manifestazioni su tutto il suolo nazionale, reclamava a gran voce la riapertura in sicurezza delle scuole. A settembre si tornò in classe, ma dopo appena 40 giorni le scuole superiori richiusero fino al gennaio dell’anno successivo. Così, tra l’autunno e l’inverno, cominciarono a diffondersi le proteste.

foto di PAS

Studentessa: Buongiorno, prof.

Prof: Buongiorno. Come va?

S: Va. Mi devo ancora riabituare alle persone tridimensionali, ma son contenta di essere qui!

P: E per te questa non è neanche la prima lezione “in presenza” da quando eravamo passati in Dad. Ti ho vista sul giornale, come li avete chiamati? Schools for future, collegati alle lezioni online fuori dalla scuola!

S: Sì, ci sono venuta spesso con i miei compagni. Faceva un gran freddo, ma eravamo attrezzati con giubbotti, guanti, coperte e thermos per scaldarci. Sembravamo eschimesi, altro che Italia e clima mediterraneo. Un freddo ai piedi! Ma con qualche saltello fra una lezione e l’altra resistevamo, insieme, per tutte cinque le ore!

P: Anche alcuni miei colleghi han fatto lezione all’aperto.

S: Sì! Io sono persino stata interrogata qui fuori.

P: E come sono state queste lezioni?

foto di PAS

S: Guardi, anche se sono freddolosa per me erano l’unico motivo per saltare giù dal letto la mattina. Altrimenti mi alzavo per la colazione ma poi tornavo a letto e seguivo le lezioni da lì e non lo nego, mi son riaddormentata più di una volta. Dad, dopo l’appello dormo! Invece uscire e farmi una biciclettata fino a scuola, far due chiacchere con gli altri ha ridato senso alle mie giornate, che in casa erano piatte. Sì, proprio piatte, come i prof e i compagni schiacciati in 2D sullo schermo del mio pc. Dal vivo è tutto di più.

P: Ho saputo che nelle regioni in cui le scuole sono ancora chiuse i ragazzi fanno delle staffette di occupazioni. Non mi pare una grande idea: già vi davano degli untori!

S: Eh no, prof! Guardi che prima di occupare si son fatti tutti il tampone, solo i negativi entrano e tutti con mascherine: vogliono dimostrare che il rientro a scuola è possibile e sicuro con screening su chi a scuola ci studia e ci lavora.

P: Insomma, finalmente voi ragazzi lottate insieme per un obiettivo comune!

S: Dicevano che eravamo sdraiati e noi ci siamo alzati!

P: In effetti ora che siamo di nuovo a scuola possiamo guardarci negli occhi, faccia a faccia.

S: E sentire le nostre vere voci!

P: E anche quel solito brusio di sottofondo…

S: Sicuramente qualcosa sulla sua spiegazione!

P: Sicuramente no! Però, almeno, non parlo a un’aula vuota.

foto di PAS

S: Noi studenti interveniamo più volentieri in classe. In Dad ci sembra di interrompere un flusso infinito di parole. Se tutte le volte che vuoi dire la tua devi accendere il microfono, ti passa la voglia! Ho perfino avuto nostalgia delle sue sgridate per quando interrompevo i miei compagni, meglio che restare bloccati dietro una voce metallica che neanche sembrava la sua!

P: Certo. A scuola, invece, con i vostri discorsi e i vostri sospiri ci entrate anche voi in quel flusso.

S: Come quando a teatro le reazioni del pubblico diventano parte stessa della scena.

P: All the world’s a stage, and all the men and women players.

S: E infatti stamattina ci ho messo mezz’ora di prove per scegliere il costume adatto!

P: E stai proprio bene con quel papavero in testa.

S: Sì, questo rosso mette proprio allegria. Il pigiama non era adatto, magari un giorno verrò a scuola anche in pigiama se proprio non mi va di vestirmi.

P: Saresti capace di farlo! D’altra parte per conoscervi e per crescere avete bisogno di fare le vostre esperienze e i vostri sbagli…

S: E magari anche di imitare qualcun altro nel mondo dei grandi, per vedere come ci stanno i suoi panni addosso…

P: Ma quale altro, e quale mondo, se vi lasciamo soli nelle vostre camerette?  Oh, ma è tardissimo, tra un minuto suona la campanella! È ora di entrare in classe, o cominceremo la lezione in ritardo.

S: Già, in Dad nessuno si accorgeva più neanche dei ritardi!

foto di PAS