Recensioni
Pan

Sono quasi una decina i film su Peter Pan prodotti a Hollywood nel corso dell’ultimo secolo. Si sentiva il bisogno di un altro? Probabilmente no. Ma comunque.

Pan – si intitola così – in effetti non è la solita storia di Peter Pan, per diversi motivi. Il primo è che la storia è affidata al regista Joe Wright, quarantenne inglese che decide di pigiare forte sul pedale del carnevalesco contemporaneo, e quindi riempie l’isola che non c’è di riferimenti assolutamente a caso, che se non altro hanno la capacità di farti dire: ma che…?
Tipo, a un certo punto i pirati cantano tutti in coro Smells Like Teen Spirit dei Nirvana, in una versione simil-musical che avrà fatto fare dei tripli axel nella tomba a Kurt Cobain. Boh.

Comunque, se grattiamo via tutta questa patina di simpatiche idee a caso del regista Joe Wright e degli sceneggiatori, ci rimane poi il secondo motivo per cui Pan non è la solita storia di Peter Pan. E cioè che Pan è – rullo di tamburi – un prequel!

Questa scelta comporta un problema fondamentale: il fondamento del mito di Peter Pan è che il suddetto Peter non solo vola, ma soprattutto non cresce mai, eterno ragazzo che vive nel suo mondo di avventure fantastiche. Però in questo Pan, Peter non è l’eterno ragazzo, ma semplicemente un ragazzo. Cioè, ha dieci anni o giù di lì. E allora, cosa c’è di strano? Tutto normale, no? Altro che fantastico.

Oltre l’estetica estrema ed eccessiva di Peter Pan, oltre alle performance altrettanto eccessive degli attori, su tutti Hugh Jackman nei panni del pirata cattivo, che non è Uncino, ma Barbanera, c’è il cuore del film. Peccato che questo cuore narrativo non sia altro che la solita solfa del ragazzino prescelto, che – grazie al solo fatto di essere appunto un prescelto – salverà il mondo. Ora – senza voler essere polemico – mi sembra sia una storia che negli ultimi duemila anni abbiamo sentito un numero sufficiente di volte.

Ci sono due o tre momenti in cui Pan riesce davvero a sorprenderti, e per il cinema hollywoodiano di questi tempi non è poco. Però tutto il resto è noia. Soprattutto quando ti costringono ad assistere a sequenze d’azione girate così da vicino e montate così velocemente che riesce difficile pensare possano essere colte e comprese dall’occhio umano. Magari, come dice Peter Pan, basta crederci.