Paranoid park

di Vera Trama

Recensioni
Paranoid park

Settimana all’insegna della Street Life, qui su Smemoranda Online. Da una parte, l’esclusiva inchiesta Tre Impronte Di Vernice (da non perdere!) sul mondo dei Writers; dall’altra, la doverosa recensione al nuovo e attesissimo film di Gus Van Sant Paranoid Park, già pluriacclamato all’estero ed accolto con grande trasporto anche dalla critica italiana.

E’ la storia di Alex, un adolescente di Portland il cui destino si lega fatalmente a quello di quello di Paranoid Park, uno sk8er park frequentato da campioni dello skateboard e personaggi poco raccomandabili, quando un teppista alcolizzato lo invita ad unirsi a lui in un pericoloso gioco di “assalto al treno”. Il gioco si conclude in modo tragico, e per Alex inizia un incubo che – pur continuando a mantenere il segreto sull’accaduto – il ragazzo si dimostra emotivamente incapace di gestire, come del resto i suoi rapporti con la madre, la fidanzata e il migliore amico.
Van Sant torna a mettere in scena uno “spaccato (de)generazionale giovanile” partendo, come in Elephant (o inBelli E Dannati, o in Last Days), dall’odissea interiore di uno dei personaggi e facendolo progressivamente affogare all’interno di un contesto che va via via liquefandosi sotto i suoi piedi. A sottolineare questo percorso di sradicamento agli occhi dello spettatore è soprattutto il mix decostruttivo di regia e montaggio, ben lontano dalla perfezione patinata dei kolossal hollywoodiani ed anzi volutamente ‘sporco’, psichedelico e irregolare. L’intreccio procede in modo tutt’altro che lineare, il che, superato lo spiazzamento iniziale del non avere punti di riferimento, tiene costantemente alta l’attenzione svelando poco alla volta i dettagli di ciò che è avvenuto sia prima che dopo l’istante preciso che sta scorrendo sullo schermo. Un meccanismo di scatole cinesi talvolta fin troppo ermetico, soprattutto nel finale (che non finisce), che ha però il grande pregio di non risultare mai prevedibile nei suoi sviluppi e nelle sue evoluzioni.

Detto questo, va detto anche che i lusinghieri giudizi espressi su Paranoid Park da parte di tutta la stampa specializzata nazionale ed internazionale finiscono per creare forse troppe aspettative su quello che è sì uno dei migliori film dell’anno, ma che non è purtroppo uno dei migliori film di Gus Van Sant. Eccessivo, per esempio, è l’utilizzo dello slow motion, che copre quasi metà pellicola rallentandone il ritmo e la tensione. Molte inquadrature e molte scelte tecniche, inoltre, rimandano di continuo a Elephant, che però, forse per il soggetto più ‘forte’, creava decisamente più coinvolgimento.
Ottima comunque l’interpretazione degli attori, tutti esordienti (e tutti reclutati da Van Sant attraverso provini virtuali su MySpace) e perfettamente in bilico fra fugace santità e ingenua dannazione.

PARANOID PARK, di Gus Van Sant con Gabe Nevins e Dan Liu – Usa 2007 – Drammatico
Consigliato a: gli sk8ers militanti, quelli appassionati, quelli “della domenica” ma soprattutto agli aficionados del cinema di Gus Van Sant
Sconsigliato a: chi è andato a vedere Matrimonio Alle Bahamas e ha in previsione di andare a vedere anche Natale in Crociera