Parnassus L’uomo che voleva ingannare il diavolo

di Michele R. Serra

Recensioni
Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo

Essere immortale è il sogno di molti. Ma cosa significa davvero, essere immortali? Forse anche il cinema può rendere immortali, considerando l’ infinita riproducibilità dell’immagine fissata sulla pellicola. Salvo deterioramento del supporto, ovviamente. E così: Heath Ledger è ancora davanti ai nostri occhi, protagonista di Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo. E questo nonostante l’attore di Brokeback Mountain e Batman: The Dark Knight sia morto quando ancora la lavorazione del film era in corso. Il film è stato completato grazie all’aiuto di alcuni amici che si sono alternati nel suo ruolo, cioè Jude Law, Colin Farrel e Johnny Depp.

Il rapporto con la morte è uno dei temi fondamentali dell’ultimo film di Terry Gilliam, regista americano che un tempo faceva film esilaranti con i suoi amici Monty Python (uno su tutti, Il senso della vita). Oggi Gilliam è soprattutto un regista che esplora i territori del fantastico e dell’inaspettato, e alcune sue pellicole precedenti come Brazil o L’esercito delle 12 scimmie sono lì a dimostrarlo. Ecco Parnassus, e Terry Gilliam che sforna il suo film più fantastico: la storia di un monaco dell’antichità che fa un patto con il diavolo e diventa immortale, solo per finire in giro per il mondo con un ridicolo, sgangherato spettacolo viaggiante.

I nomi delle grandi star sul cartellone probabilmente convinceranno molta gente ad andare a vedere Parnassus, ma in realtà poi i migliori del cast sono Cristopher Plummer (nei panni del dottor Parnassus) e soprattutto il grande Tom Waits che interpreta il diavolo, nientemeno.

Il film potrebbe essere un viaggio meraviglioso, ma ha un grosso problema: è tremendamente iperattivo, pieno di trovate visive continue, un fiume in piena che investe lo spettatore per quasi due ore. Un carico di sogni e simboli addirittura eccessivo, che probabilmente, invece di immergerci nella incredibile mente del dottor Parnassus, finisce per avere un effetto respingente.

Parnassus è una pellicola fortemente simbolica: lo spettacolo del Dottor Parnassus è facilmente leggibile come una metafora del cinema, che ci porta in mondi lontani e vince perfino la morte. Un film in cui il viaggio conta di più della meta, certo. Ma alla fine si rimane con l’impressione di non essere arrivati da nessuna parte.