Passati col rosso: Applausi!

di La Redazione

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Passati col rosso: Applausi!

ANSA/TEATRO: GINO E MICHELE, L’ITALIA IN 40 ANNI DI RISATE

(di Marzia Apice) (ANSA) – ROMA, 24 NOV – Da quarant’anni a questa parte, a sentir loro, non hanno mai lavorato, eppure non hanno mai smesso di farlo: Gino e Michele, autori celeberrimi della comicità e della satira italiane, ieri sera nel reading concerto Passati col Rosso al Quirino di Roma hanno dato l’ennesima prova di un talento che non sente stanchezza, e che continuamente è capace di rinnovarsi. Un teatro non pienissimo li ha accolti, ma l’atmosfera era allegra e il pubblico presente in sala (tra cui anche gli attori Enrico Brignano, Antonio Catania, Daniela Poggi e Cristiana Capotondi) non ha mancato di far sentire il proprio calore. L’entusiasmo del resto c’era da aspettarselo: perchè quella di ieri per i due milanesi doc è stata una prima volta insieme «al di qua» del palco, diretti dall’amico Paolo Rossi, per raccontare con il loro sguardo disincantato e rivelatore questa Italia in fondo mai cresciuta, sempre pronta a ridere degli altri e di se stessa. Il titolo dello spettacolo è un omaggio che la mitica coppia rivolge a se stessa, andando indietro con la memoria a quel lontano 1 settembre 1976, quando avvenne l’esordio insieme ai microfoni di Radio Popolare con la trasmissione che si chiamava proprio Passati col rosso: da lì in un soffio sono trascorsi quattro decenni (l’anniversario cade nel 2016), in cui gli inventori di Zelig e della Smemoranda sono stati capaci di imperversare con la medesima incisività in tv e in teatro, sulle pagine dei giornali e nei libri. La serata è andata avanti di citazione in citazione, a cui il pubblico ha sempre risposto con applausi: dalle biografie di Berlusconi, Agnelli e Maradona alle pagine dedicate alla loro città e all’indimenticabile e odiatissima «pilotessa» del Cherokee 4×4 parcheggiato in seconda fila. A sottolineare ogni momento c’è anche la musica, quella del cantautore e musicista Folco Orselli, accompagnato in scena dal compositore Vincenzo Messina, in uno spettacolo autentico e sorprendente, anche se semplicissimo nella sua impostazione. Una scrivania per entrambi, due leggii e i microfoni: serve poco per ricordare la strada percorsa insieme, una carriera di successo in cui non hanno mai smesso di far ridere (e di ridere loro stessi), ma anche di far riflettere. Ad amarli sono sempre in tanti, i numerosissimi artisti con cui hanno lavorato (e che loro da veri talent scout hanno scoperto, da Checco Zalone a Claudio Bisio, da Antonio Albanese a Gene Gnocchi) e ovviamente il pubblico. Perchè è indubbia la maestria con cui mescolano l’alto e il basso, il racconto popolare a un pizzico di surreale, mantenendo intatto quel gusto intelligente che cerca sempre di tenersi lontano dall’ovvietà e dal banale. Il pubblico ieri rideva e dispensava applausi, ascoltando il meglio della produzione della mitica coppia. Il clou della serata nel finale, quando Gino e Michele hanno iniziato a leggere a raffica le battute raccolte nel libro cult ‘Anche le formiche nel loro piccolo s’incazzanò e poi quando, prima di salutare tutti, hanno intonato con i due musicisti e gli spettatori in coro il brano Ci vuole orecchio, scritta insieme con l’amico Enzo Jannacci. Ieri sera, davvero, un pezzo della Milano più bella è arrivato a Roma.