Peppino Impastato è qui

di La Redazione

Attualità
Peppino Impastato è qui

Il 9 maggio del 1978 a Cinisi, in provincia di Palermo, la mafia ammazzava Peppino Impastato per essersi scagliato contro Cosa Nostra attraverso la sua «Radio Aut». Gli assassini cercarono di farlo credere un attentatore suicida, ma i compagni di Peppino trovarono una pietra con il suo sangue in un casolare di contrada Feudo e fecero affiorare la verità.

(Disegno di Lelio Bonaccorso, tratto dal libro a fumetti Un giullare contro la mafia, sceneggiatore: Marco Rizzo, BeccoGiallo edizioni)

Ora quel casolare dove lo hanno massacrato 35 anni fa è stato trasformato in una discarica, il terreno che lo circonda è coperto da letame e l’edificio rischia il crollo. Rete cento passi fa un appello al Presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta chiedendo di tenere alto il decoro di un luogo così significativo per la lotta contro la mafia.

«È una questione di dignità, noi qui abbiamo trovato il sangue di Peppino. Mi vado sempre più convincendo che la memoria di Peppino non interessa più a nessuno. Neanche a quelli che dicono di volerla difendere, fra le istituzioni e la cosiddetta società civile. La verità è che siamo stati abbandonati da tutti» sono le parole amare del fratello Giovanni Impastato. Dimostriamogli che non è così, aderiamo alla petizione di Rete cento passi qui.

E il 16 Marzo tutti in piazza a Firenze con L’associazione Libera per manifestare contro le mafie!

 Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente.

Peppino Impastato ne L’Idea Socialista.