Perché guardare Skam Italia: 10 motivi che non lasciano più spazio a “non è roba per me”

di Caterina Balducci

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Skam è un format internazionale, sul quale (potenzialmente) confrontarsi con amici stranieri, o che comunque dà l’impressione di allargare gli orizzonti. La serie originale, infatti, è nata in Norvegia nel 2017, trasmessa on line e ambientata in un liceo di Oslo. Il successo e la qualità dei contenuti sono stati talmente alti da creare un effetto a “macchia d’olio” che l’ha fatta nascere in altri paesi (Francia, Spagna, Italia…). Le storie di partenza sono le stesse ma naturalmente il loro sviluppo è diverso in base alle diverse ambientazioni. “Skam” (oramai così in voga) è proprio una parola norvegese (lingua non esattamente frequentata da molti) che significa “disagio” e “vergogna”. Due emozioni sicuramente presenti nella serie ma, soprattutto, nella vita.

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Perché guardare Skam Italia

Che Skam sia una serie di culto oramai lo sanno tutti. Che porti a fare binge watching estremo (ovvero sciropparsi compulsivamente episodi su episodi, ma dirlo in inglese suona sempre un po’ meglio) anche è risaputo…

Però, per i pochi che ancora non avessero passato ore e ore insieme al gruppo di liceali protagonisti fino a immaginare di vederli per strada o con l’impressione di conoscerli per davvero (che poi sono tutti effetti collaterali dell’attività compulsiva di cui sopra), abbiamo elencato una serie di motivi che non lasciano più spazio a frasi tipo “non è roba per me” oppure “ho visto il primo episodio e non mi ha preso” (questo commento vale solo dopo la visione di almeno due puntate). Quindi perché guardare Skam Italia?

1. Perché racconta l’amicizia tra maschi mettendoci dentro calcio, Playstation e ragazze (sicuramente) ma anche un sacco di emozioni potenti e vere.

2. Perché parla di una grande storia d’amore con tutto il suo pacchetto: malintesi, gelosie, non detti e tanti sciami di farfalle nello stomaco…

3. Perché le ragazze “non le mandano a dire” e, anche se sono piene di dubbi e insicurezze, quando sono in gruppo sfoggiano il loro Girl Power

4. Perché fa capire quanto possa essere difficile ma liberatorio fare coming out… e che dopo averlo fatto chi ti stava vicino continuerà a esserci


5. Perché portare il velo in un liceo romano non è facile, ma è una scelta libera di Sana, la ragazza musulmana… che sfata anche un sacco di pregiudizi (dei suoi compagni e quindi anche degli spettatori) sulla sua religione.

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6. Perché il cyberbullismo fa male, molto male, ma se si decide di parlarne si può uscire da un tunnel un po’ troppo buio da attraversare da soli.

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7. Perché i disturbi mentali fanno paura ma si possono controllare. E se ne può parlare.

 

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8. Perché gli anni del liceo sono indimenticabili sia perché bellissimi sia perché pesantissimi!

 

 

9. Perché tutto questo, e molto altro, viene raccontato senza fare mai la morale e in una lingua, il romano DOC parlato dai ragazzi, che ti fa venire solo voglia di sapere come sarà nelle versioni internazionali… Forse incomprensibili ma sicuramente reali.

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10. Perché ha una palylist “da paura, fra” (cit) che copre le diecimila emozioni raccontate