Perché non si può voler male ad Anna Todd

di Redazione Smemoranda

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Perché non si può voler male ad Anna Todd

After 2 è nelle sale e sta incassando cifre di tutto rispetto. Il primo episodio ha portato a casa 70 milioni di dollari (che sono lontani dalle cifre di film come 50 sfumature di grigio, che ha incassato quasi 600 milioni, però 70 milioni per un film che ne è costati 14 circa è comunque un bell’utile, no?). Il successo di After numero 1 era stato però in parte offuscato dalle critiche dei fan: molti dicevano che era troppo lontano dal romanzo d’esordio della saga. Anna Todd ha dunque recepito le critiche e ha cercato di essere più aderente ai libri, in questo secondo film.

After 2, un nuovo successo al cinema

Riassunto breve di After 2: ritroviamo i due protagonisti, Tessa e Hardin, che hanno però deciso di separarsi. Fin troppi ostacoli nella loro storia d’amore. Lei ha iniziato uno stage presso una prestigiosa casa editrice, e lì incontra Trevor, un collega che pare essere l’opposto di Hardin. Però lei a Hardin ci pensa sempre… Ma potrà l’amore cancellare le ombre del passato, soprattutto nel passato di lui?

After è un fenomeno incredibile, e questo film rischia di renderlo ancora più grande. Ed è una storia che davvero non ha niente di così originale, si tratta del meccanismo più classico: un grande amore che viene contrastato dal mondo, dagli eventi. Per di più tutto gira intorno allo stereotipo del tipo che tratta male la tipa e allora lei lo desidera (ma non era roba vecchia?). Ecco nonostante questo, nonostante tutto quello che si può dire sulla qualità dei libri e dei film, è difficile non ammirare la parabola di Anna Todd, l’autrice di After.

La storia di Anna Todd

La storia inizia in un supermercato del Texas, nel 2013. Anna Todd era in coda alla cassa quando, come facciamo tutti quanti, ha tirato fuori il telefono e ha iniziato a scrivere. Però non ha scritto un messaggio. Ha scritto uno dei più grandi best seller dell’ultimo decennio.
Anna aveva 24 anni ed era già sposata (con un soldato) con un figlio nato da poco (peraltro sofferente di crisi epilettiche), quindi insomma era una madre molto impegnata, tra la cura del piccolo e qualche lavoretto per arrotondare. L’unico suo svago era leggere: le piacevano le storie d’amore, e non faceva distinzione tra Cime Tempestose e Twilight. Però c’era una cosa che le piaceva leggere più di ogni altra: le fan fiction degli One Direction, cioè i racconti scritti dai fan con protagonista la boy band in storie immaginarie (dove di solito c’è tanto sesso, tra l’altro). E così ha iniziato a scriverle anche lei, sul telefono, in qualsiasi momento disponibile. Infatti il marito pensava fosse tipo dipendente da facebook, perché lei un po’ si vergognava e non l’aveva detto neanche a lui, che stava scrivendo una storia.

Anna Todd con Josephine Langford e Hero Fiennes

Lei caricava un capitolo al giorno su Wattpad, un sito che possiamo chiamare lo youtube degli scrittori, per farla breve (tanto, tutti sappiamo di cosa si tratta). E scriveva di questa Tessa Young, una ragazza innocente e pura che si innamora di Harry Styles, un ragazzo più grande che guarda caso si chiama come il cantante degli One Direction, con cui (naturalmente) scopre il sesso e da cui si fa trattare male (come dicevamo prima). Ecco, fine della storia. Nel senso che qui comincia la seconda vita di Anna Todd, che scrive tipo 300 mini capitoli del suo racconto, viene letta e condivisa milioni di volte, fino a che vende i diritti di pubblicazione per 500.000 dollari all’editore Simon & Schuster. E poi diventa mega-ricca a mano a mano che il libro viene venduto in tutto il mondo e arriva al cinema.

After e l’importanza delle storie

Quindi cosa ci insegna questa vicenda di Anna Todd? Una cosa molto semplice, e cioè che le storie sono ancora la cosa più importante che abbiamo, e che una storia di successo può arrivare veramente dal posto più imprevedibile. Perfino da noi. Quindi tanto vale provarci. E nonostante molti non capiscano cosa ci sia dentro After di così interessante, è difficile voler male ad Anna Todd, che si è stampata da sola il suo biglietto della lotteria, e l’ha pure vinta.