“Millisecondi” con Peter White

di Alice Tassara

Le Smemo Interviste

Dopo un disco d’esordio (Primo Appuntamento) e una lunga serie di singoli di successo, il cantautore romano Peter White torna con MILLISECONDI. Un album di 37 intensi minuti per 12 tracce, 7 inedite e 5 già lanciate nei mesi precedenti (come Notti Amarcord, di cui ci aveva parlato in un’intervista l’estate scorsa).

Peter White ci racconta la nascita del suo nuovo progetto: tre anni di ricerca per un disco in cui è riuscito a unire lo stile cinematografico, evocativo e malinconico che caratterizza i suoi testi, a una narrazione fatta di parole semplici, quotidiane, intime. “Per quanto io possa amare le parole, è sempre complicato descrivere in maniera razionale come nascono le mie canzoni o i miei dischi – racconta– in ogni caso, non ci sono trucchi, ma solo parte della mia vita: amore, sorrisi e lacrime, spensieratezza e malinconia, giornate troppo vuote e serate passate a bere con gli amici. Ogni canzone di “MILLISECONDI” ha la sua sfumatura, il suo incastro unico tra parole e melodie». 

Ciao Peter, innanzitutto complimenti per il tuo nuovo album davvero pazzesco! È un album che mette insieme canzoni scritte anche in momenti diversi, alcuni singoli, qual è il fil rouge per te di Millisecondi?

Ciao, grazie mille! Credo che il fil rouge di “Millisecondi” sia la quotidianità e gli infiniti frammenti che ne scaturiscono. Ogni canzone che ho scritto si lega a un particolare periodo della mia vita e ha la capacità di rievocare il “sapore” di certi ricordi: questa è la vera bellezza della musica.

Si parla molto di amore nelle tue canzoni, ma tutto l’album sembra una grande serenata alla tua città, Roma. Che cosa ti lega così profondamente alla tua città? E, soprattutto, ora vogliamo sapere il tuo posto preferito in tutta Roma!

Roma è una città che lascia senza fiato. La sua poetica nasce dalle contraddizioni a cui è sottoposta: i vicoli silenziosi finiscono per sfociare in piazze caotiche, mentre i sampietrini fanno da posacenere. Questo per dire che Roma è fatiscente: sa essere crudele e romantica allo stesso tempo. I miei posti preferiti sono vari, ma sicuramente quando sei sulla punta dell’isola Tiberina ti senti avvolto dalla città eterna.

Ci sono molte nuove collaborazioni in Millisecondi tra cui quella con Gemello in Sabato sera: come è stato collaborare con lui?

Incredibile. Andrea è un grande artista, a trecentosessanta gradi. È stato tutto molto spontaneo: ci siamo conosciuti per caso durante un mio concerto a Roma. Andrea passeggiava per le strade di Ostiense quando è rimasto incuriosito dalla fila di persone che aspettavano l’inizio del live. Mi ha confessato che quando ha chiesto a dei ragazzi chi fosse a suonare quella sera e si è sentito rispondere “Peter White”, credeva fossi più un cantautore di Atlanta che un romano, ma alla fine ha deciso di entrare. Ho avuto giusto il tempo di presentarmi e poi sono salito sul palco. Da lì in avanti ci siamo continuati a sentire e gli ho inviato il provino di “Sabato Sera”, lui ha scritto una strofa che calzava a pennello. Siamo riusciti, spero, a descrivere una sfumatura di Roma fino ad allora inespressa.

Il video di Sabato sera è nuovamente una dichiarazione d’amore a Roma in un formato video davvero spiazzante per chi è abituato a YouTube (dajè regà correte a vederlo che è stupendo!), come mai questa scelta?

Anche nel video di “Sabato Sera” la casualità ha giocato un ruolo fondamentale: abbiamo scoperto che la sorella di Gemello abita a tre palazzi di distanza dal mio. Con un drone avevamo l’opportunità di sorvolare esattamente la distanza che separa i nostri terrazzi condominiali. In un periodo difficile come quello del primo lockdown ci sembrava una chiave di lettura importante: un avvicinamento che la musica doveva dare.

Nelle tue canzoni precedenti ci sono vari riferimenti alla cultura francese, sto pensando a Baci alla française o a Saint Tropez. Hai un feeling particolare con la Francia?

Il romanticismo della Francia è uno stereotipo a cui è quasi impossibile sottrarsi. Uno dei miei obiettivi è imparare meglio il francese!

Sia sul tuo profilo Instagram che nelle copertine dei tuoi album c’è sempre grande attenzione all’aspetto grafico: come è nata la tua collaborazione con l’illustratore Lorenzo Miola che ti ha confezionato quelle super copertine?

Ho trovato le illustrazioni di Lorenzo Miola su Instagram e ho capito che la parte visiva di “Millisecondi” doveva essere curata da lui. Artisticamente, è riuscito in un’impresa ardua: dare “un’immagine” alle mie parole.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro, hai in cantiere nuove collaborazioni?

Per adesso mi godo l’uscita di questo progetto a cui ho lavorato a lungo, ma non mi sono mai fermato: fa parte del mio mestiere! Spero di potermi sbilanciare di più tra non molto.

BIO Peter White

Nato a Roma nel febbraio del 1996, Pietro Bianchi, in arte Peter White ha sempre amato scrivere e ha sin da piccolo nutrito una grande passione per il cantautorato. Tra i singoli maggiormente apprezzati spicca “Narghilè”, uscito come singolo nel 2018, che ad oggi conta oltre 19 milioni di stream su Spotify e ha ottenuto la certificazione di Disco d’Oro. Nell’aprile del 2019 Peter White esordisce con il suo primo album “Primo appuntamento”, anticipato da cinque singoli ufficiali e prodotto dai fedelissimi produttori Niagara e Polare. Dopo un’estate trascorsa in tour in tutta Italia, nel febbraio del 2020 torna sulle scene con il singolo “Poker”, in cui racconta la vita quotidiana dell’artista attraverso la metafora del gioco d’azzardo. Pochi mesi dopo pubblica Sabato Sera, in collaborazione con l’artista e amico romano Gemello, seguito a novembre 2020 dalla romantica e intensa Rosé, che riscuote un grandissimo successo di pubblico e di critica. A maggio 2021 escono i brani Gibson Rottee “Notti Amarcord”, quest’ultimo avvalorato dalla collaborazione con gli Zero Assoluto. Segue “Galleria Lungotevere”, pubblicato a ottobre dello stesso anno.