Pirati dei Caraibi La vendetta di Salazar

di La Redazione

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Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar

Interessante vedere come a Hollywood siano davvero testardi.

Ora, è chiaro che la saga di Pirati dei Caraibi parli di pirati zombi, no? Ma anche la saga in sé è una specie di zombi cinematografico, nel senso che è ormai morta da anni, ma viene lo stesso tenuta in piedi e fatta camminare a viva forza con enormi iniezioni di soldi. Con delle flebo di milionate di dollari dalla Disney.

Se fanno così, per carità, un motivo ci sarà. Qualcosa ancora da guadagnare ci sarà, magari anche solo per la quantità di costumi da Jack Sparrow che vengono venduti ai bambini a ogni carnevale e a ogni halloween. Vabbè. Sia come sia, siamo al quinto film. Si intitola La vendetta di Salazar.

La trama non la riassumiamo neanche, tanto lo sapete: non conta. L’importante sono le enormi sequenze d’azione piene di effetti speciali, che funzionano come delle macchine impossibili e possono anche essere divertenti da guardare. Almeno per i primi cinque minuti. Peccato che gli ultimi film della serie dei Pirati dei Caraibi fossero tremendamente lunghi.

Ecco, se non altro questo quinto capitolo dura solo due ore. Il che significa che da qualche parte nel processo produttivo qualcuno ci sta provando, diciamo, a correggere la rotta. Bisogna vedere se c’è riuscito.

C’è riuscito? Hmm, così così.

Certo, viste le scarse aspettative, poteva anche essere peggio. È come una pizza riscaldata il giorno dopo: ci sono anche dei momenti in cui ti rende felice, pur se sei consapevole che sia una mezza schifezza.

E del resto quando hai a disposizione i migliori tecnici degli effetti speciali, i migliori stuntmen e i migliori professionisti del cinema che ci siano al mondo, beh è chiaro che qualcosa di buono te lo costruiscono. I problemi sono altri. Vediamo quello più macroscopico, che di nome fa Johnny Depp.

Sembra che Johnny Depp sia stato portato letteralmente a braccia sul set, che l’abbiano truccato e gli abbiano detto: “adesso dì questo e questo”. (Anzi pare proprio che gli abbiano messo un auricolare che gli suggeriva le battute tipo Ambra a Non è la Rai – se mi perdonate il riferimento antico.) Poi l’han filmato, han tenuto le parti meno peggio e hanno cercato il più possibile di sostituirlo con degli stuntmen o con delle controfigure in postproduzione. Da questo punto di vista, si ha proprio l’impressione che Johnny sia in qualche modo diventato molto simile a Jack. Tipo, pigro e fuori posto come Jack. Non so se sia un bene.