Potere alle parole: rap antirazzista nelle scuole

di La Redazione

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Potere alle parole: rap antirazzista nelle scuole

Se ne sono accorti anche i prof: il linguaggio musicale che oggi più di ogni altro racconta le istanze, le contraddizioni e le urgenze della nostra società, e che nello stesso tempo raggiunge cuore e mente delle giovani generazioni, è l’hip hop. Così nasce Potere alle parole, il progetto di laboratori educativi musicali dedicato agli studenti delle scuole superiori, ideato dal rapper Amir Issaa in collaborazione con l’Associazione Il Razzismo è una brutta storia e UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali.

Lo scopo: scardinare gli stereotipi e i pregiudizi alla base delle discriminazioni per origine etnica, orientamento sessuale, identità di genere, convinzioni personali, disabilità. Come? Con il rap, insegnato da Amir (che è il direttore artistico del progetto) insieme ai colleghi Ghemon, Kiave, Mad Buddy e Mistaman. I prof sono loro, i rapper veri, che tra dicembre 2013 e febbraio 2014, saliranno in cattedra in 5 fortunati Istituti Superiori di Roma, Avellino, Bari, Bisignano (CS), Palermo.

i prof di Potere alle Parole

Il percorso didattico sarà incentrato sull‘approfondimento di alcune parole: partendo da una riflessione su termini-chiave legati al tema delle discriminazioni, i ragazzi impareranno le tecniche di scrittura e gli elementi tecnico/espressivi della composizione musicale rap. Funziona così: le basi musicali le portano i rapper, gli studenti ci mettono tutto il resto.

Alla fine degli incontri per ogni scuola il prof rapper valuterà il miglior testo, e una giuria premierà il pezzo più significativo. Che verrà registrato e diventerà la colonna sonora della Settimana d’azione contro il razzismo 2014.

Smemoranda è partner del progetto e seguirà i laboratori molto da vicino: presto in anteprima video, foto e reportage di Potere alle parole. 

To be continued…