Primi amori + L’ultima a saperlo

di Le Brugole

Storie di Smemo
Primi amori + L’ultima a saperlo

1) Io ho sempre saputo che mi piacevano le ragazze. Fin dall’asilo quando rincorrevo Elisa perché volevo giocare al dottore solo con lei. Alle elementari mi sono innamorata di Chiara e mi sforzavo perfino di farmi piacere tutte le sue Barbie. In quarta è arrivata Elena che mi ha fatto dimenticare Chiara perché aveva una pista per macchinine grande come il mio salotto. Alle medie fu il turno della mia professoressa di musica (chi non ha un’insegnante nella sua lista?) e poi alle superiori Samantha-capello rosso, Roberta-capello corto, Sonia-adoro i cani, Federica-fammi una canna, Giorgia-so tutto io. E finalmente Teresa-ti amo anch’io. Era tutto perfetto a parte il fatto che avevo paura di dirlo ai miei genitori. E’ vero che erano sempre stati disponibili con me, ma nessuno aveva mai affrontato l’argomento. Così avevo iniziato a parlare di Teresa, ma prendendola molto alla larga: “Una nuova amica, un’amica davvero speciale ecc”. Loro annuivano, ma nulla. Una volta mio padre aveva incrociato Teresa sulla porta di casa. Lei era scappata di corsa con le guance arrossate. Un po’ di tempo dopo a cena mio padre mi ha chiesto: “Quando pensi di presentarci per bene questa tua nuova amica o forse dovrei dire più di un’amica…?” Incoraggiata rispondo che in effetti Teresa era la mia ragazza. E’ saltato fuori che sapevano della mia omosessualità da molto tempo, ma aspettavano che fossi io a parlarne con sincerità e che, purché fossi veramente felice, non importava nulla a nessuno! 2) Mia nonna. Sì, un giorno gliel’ho detto. Non ne potevo più. E’ da quando avevo più o meno dodici anni che mi chiede di fidanzati, maschi ovviamente… “Perché la famiglia è importante, pensa a quando sarai grande…non si può vivere senza amore…” Io è da quando avevo più o meno dodici anni che vorrei dirle di chiedermi di unA fidanzatA. Si sarebbe sentita rispondere un sacco di sì. Forse troppi per lei. Non le ho mai detto niente perché tutta la mia famiglia aveva avuto molta difficoltà ad accettare la mia omosessualità e mi aveva fatto capire di non dare “questo dolore” anche alla nonna. Tanto hanno fatto che alla fine me ne ero convinta anche io. “In fondo la nonna è vecchia, altri tempi, altre idee, altri valori….” Ora ho quasi trent’anni, la mia famiglia ha finalmente imparato ad accettarmi, soprattutto da quando ho una ragazza fissa e convivo e…insomma la prossima volta che mia nonna mi chiede di fidanzati glielo dico. E così ho fatto. “Nonna, non è che non voglio fidanzarmi. Non odio gli uomini. E’ che sento di voler vivere e condividere la mia vita con una donna”. Mia nonna si ferma, riflette, non parla. Non riesco a capire cosa pensa. Mi pento di averglielo detto. E invece dice: “Bisogna sempre seguire quello che ci dice il nostro cuore”. Molti anni fa avrei dovuto iniziare a fare coming out dicendolo prima di tutti alla nonna!!!