Quando l’occhio vuole la sua parte ma non l’ottico

di Massimo Vitali

Storie di Smemo

Chiedo aiuto e reclamo contro tutti i facili luoghi comuni che esistono circa la mia antica e spettabile professione: l’ottico.

Tutti i miei clienti, da ormai più di quarant’anni, non fanno altro che ripetermi le solite battute:

“mi raccomando, ci butti un occhio!”
“la prego, abbia un occhio di riguardo!”
“ma come è stata una svista? proprio da lei?”
“da quanto tempo signor Forte! ci siamo proprio persi di vista”

Non se ne può più. Perciò, o risolvete questo problema, oppure ci dovrò dare un’occhiata io.

Ecco, vedete? Ne sono vittima io stesso! Aiutatemi!

Cordiali saluti,

Renato Forte

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Caro Renato,

dopo avere aiutato prima un amico di Bari, poi un amico di Milano, è per noi un vero piacere aiutare un amico di Parma. Ora però basta citare la provenienza dei reclami altrimenti facciamo notte.

Ed è proprio la notte il segreto per risolvere il tuo reclamo, caro Renato. Ma arriviamoci per gradi: vuoi evitare che i tuoi clienti, da quarant’anni, ti ripetano sempre le stesse battute? La soluzione è molto semplice: vai in pensione. Dopo quarant’anni è tuo diritto, informati.

Se invece il tuo sogno è quello di farti seppellire mentre sei al lavoro, la soluzione è ancora più semplice: basterà aprire il tuo negozio solo di notte, assicurandoti di spegnere le luci inpresenza di clienti.

Vedrai che inizieranno tutti a guardarti con occhi diversi, ovvero senza vedere niente, e sopratutto la smetteranno di fare battute. Al contrario, inizieranno a pregarti: “la prego signor Forte, mi faccia tornare la vista!” Richiesta che potrai esaudire facilmente tornando ad accendere la luce.

Se a quel punto ti crederanno Dio e inizieranno a fare battute su presunti accostamenti celestiali, allora spegni di nuovo la luce, non seguire quello che si dice in giro e inizia a picchiare tranquillamente gente con gli occhiali.

Potresti perdere clienti, ma almeno guariresti da quel fastidioso prurito alle mani che ti ha perseguitato, ne siamo certi, per almeno quarant’anni.

Cordiali saluti.

Ufficio Reclami

Massimo Vitali