Quasi come Raffa

di Redazione Smemoranda

Storie di Smemo

Vogliamo parlare di San Valentino? No. Oggi sono in vena di confidenze: sabato scorso sono stata invitata a recitare il mio spettacolo durante una serata gay in discoteca. Ragazzi ho scoperto un sacco di cose: intanto che la parola gay non include tutti gli omosessuali. Infatti le donne della platea mi hanno subito mostrato il loro disappunto, sottolineando che loro sono LE-SBI-CHE! Anche se però la parola lesbica non devi usarla in modo troppo disinvolto, devi trovare delle alternative simpatiche che siano diplomatiche, non offensive ma esplicite altrimenti si indispettiscono…. Si sa che noi donne siamo delle rompipalle. Certo che una storia tra due donne che fatica! Chi è che cambia la ruota della macchina? E chi li porta i mobili in cantina? Ma soprattutto chi delle due sceglie le tende? Sicuramente l’amico gay. Dopo lo spettacolo molti uomini si avvicinavano per farmi i complimenti su la mise e la pettinatura e c’è stato addirittura chi mi ha prestato l’eye-liner. Per altro tra il pubblico c’erano parecchi uomini con più tette di me….si lo so che non ci vuole molto considerando che al liceo la mia professoressa di fisica mi utilizzava per spiegare la differenza tra concavo e convesso. Ma mi ha comunque colpito. Le donne invece si avvicinavano per farmi il baciamano e chiedermi il numero di telefono, non potevo non darglielo, perché con un uomo capisco subito che intenzioni ha, ma con una donna chi mi dice che non me lo stia chiedendo in amicizia? Fatto sta che per San Valentino ho ricevuto 15 inviti tutti da donne e solo uno da un uomo: quello che vuole restituito l’eye-liner! A questo punto ho più di un motivo per non festeggiare San Valentino perchè odio gli orsetti di peluche, perchè nei ristoranti ci sono solo coppie che si tengono per mano e poi perché so che alle lesbiche piacciono le tenniste ed io sono una tennista ma dentro sono una ballerina. Infine durante lo spettacolo mi sono chiesta: chi sa perché quando un ragazzo dichiara la sua omosessualità ai genitori la prima cosa che gli dicono è: “ma sei sicuro? Andiamo dal dottore.” Invece a noi “etero” quando dichiariamo la nostra eterosessualità nessuno ci chiede: “ma sei sicuro?”. Infatti ci resta il dubbio. Di tutti le convinzioni tipicamente eterosessuali sul mondo gay l’unica che è rimasta salda dopo questa serata è che impazziscono per Raffaella Carrà….solo Iapino non piace a nessuno, mah!