Calcolando che il 10 ottobre sono 54 anni trascorsi devo dire intensamente con alti e bassi a tratti bassissimi ma anche a trattini altissimi, vissuti mediamente con veri amici a tratti amicissimi, impegnandomi fino ai 23 anni con serate e lavori e studi tendenzialmente improvvisati, incontrando quotidianamente vicini di casa simpatici e compagni di viaggio fedeli.

Calcolando che dai 23 anni a oggi frequento un mondo di persone interessate al mio lavoro mantenendo i miei vecchi amici e i nuovi che formano un bel gruppo di persone che desidero salutare giorno per giorno, sommando figli e moglie, amici dei figli e amici della moglie.

Trovandomi con piacere a salutare uomini e donne ragazzi e ragazze che per una magica e misteriosa combinazione apprezzano il mio lavoro, i miei personaggi e quindi le mie follie.

Sottraendo quei giorni dove per usare un eufemismo non hai voglia di incontrare nessuno e per fortuna quei pochi giorni con qualche linea di malessere, aggiungendo i viaggi (pochi) dove sei tendenzialmente più predisposto al saluto.

Eliminando i buongiorno e i buonasera, con l’età i salve i come va e i tutto a posto? E i vari mugugni adolescenziali tipo Hei, oi, come va, come butta, ci sei? sei fuori? sembri fatto, cazzo hai fatto, sta’ zitto ecc… ecc…

Comunicando pochissimo per iscritto, ma in quel poco, comunque il messaggio preceduto sempre  da un saluto.

Calcolando che dai 14 ai 16 anni circa ho vissuto con un motorino, il mio mitico Ciao che ho trattato come un amico e con orgoglio posso dire di non essermene mai separato.

Ho calcolato (non è certo un’analisi filosofica, lo so, mi sono misurato anche con pensieri più alti, a tratti) di aver detto 2.227.600 “ciao”.

E calcolando che basta circa un secondo per dirlo, ho impegnato 37.126 minuti che diventano 618 ore o quasi 26 giorni, quasi un mese  della mia vita solo per dire “ciao”… be’, io lo trovo un bel mese, un mese buono.


Antonio Albanese


Vedi +

Smemoranda 2019


Vedi +