Istinto
Stavo finendo la minestra quando un motociclista mi è cascato nel piatto. La reazione istintiva è stata d’inghiottirla prima che scappasse. Forse ho sbagliato a non masticarlo perché adesso lo sento correre avanti e indietro negli intestini, ma se Dio vuole non fa più rumore.

Mano
Quando vide il controllore farsi largo tra i passeggeri avanzando verso il fondo del tram Giunco sospettò di non aver timbrato il biglietto. Lo cercò nella capace tasca del giaccone, ma la sua mano trovò un’altra mano, non quella di un borseggiatore troppo lento, una mano per così dire autonoma, morbida e calda, perciò appena spiccata dal polso. Sbirciò nella tasca e vide rosso, fissò il controllore senza capire la domanda e finalmente si ricosse quanto bastava per togliere di tasca la mano e deporla fra le sue, spruzzando sangue sui vestiti circostanti. Urla e svenimenti fra chi vide e panico in seconda fila fra chi pensava a una bomba. Giunco ne approfittò per scendere dal tram e guardare il biglietto: quanto rumore per nulla, il timbro c’era.

Coppia
Una piccola stazione con un treno in partenza, due giovani che irrompono sul marciapiede e si baciano, si abbracciano con passione e dolore, il lungo fischio, lei che grida: rimani! Lui salendo: potessi! Addio addio, torna presto, pensami e via dicendo sotto gli occhi umidi delle signore ai finestrini. Che bella coppia, è il sospiro. Addio! Ma il treno non si muove, fa un gran rumore e non si muove, evviva! Quell’attimo rubato dà fuoco allo sguardo. Un altro fischio e non succede niente. Per quanto ancora e perché? La passione dura e dura, poi qualche battito di ciglia dà libertà alle occhiate. Lui vorrebbe almeno sistemare la valigia che gli tormenta i piedi e lei avrebbe mille cose da fare in casa prima che incominci il film. Desideri inconfessabili, mentre gli sguardi vagano qua e là in attesa di un segnale.


Gaetano Neri


Vedi +

Smemoranda 2002


Vedi +