Cara Smemoranda

di Milva su 16 mesi - Smemoranda 1986





Degli amici mi hanno chiesto di scrivere qualche riga per questa agenda dal nome simpatico e curioso: “Smemoranda”. Scrivere non mi è molto familiare. Datemi un microfono e un palcoscenico e senz’altro vi darò di più di quanto non faccia in queste poche righe. Ma alla “Smemoranda” voglio bene come si vuole bene a un’amica. Perché una agenda è un’amica vera, di quelle che ti accompagnano sempre, pronte ad accogliere i tuoi progetti, ad ascoltare le tue confidenze, a gioire e a soffrire con te. Un’amica discreta destinata a condividere i tuoi segreti. La “Smemoranda” ’86 ha per tema l’amore. Quando si parla d’amore si pensa sempre a un uomo, a una donna, a delle persone. Mai a cose inanimate. Eppure quanto amore c’è nei versi di Pavese per le proprie Langhe, o in quelle di Vinicius per il samba. E quanto amore in questi semplici versi di Bertolt Brecht: “Nel cortile c’è un susino/Quant’è piccolo non crederesti./Gli hanno messo intorno una grata/perché la gente non lo pesti./Se potesse crescerebbe:/diventar grande gli piacerebbe./Ma non servono parole:/quel che gli manca è il sole./Che è un susino, appena lo credi/perché susine non ne fa./Eppure è un susino e lo vedi/dalla foglia che ha.” Un susino: l’amore per un susino, a dirlo, fa quasi sorridere, eppure il sentimento è cosa così vasta e perfetta, da non stupire mai abbastanza. Anche per questo, io voglio realmente bene anche a questa amica-agenda che con me lavora, con me viaggia, con la quale divido gli stessi aerei e gli stessi alberghi. Per me lei non è un semplice oggetto. È la mia memoria. È bello avere un’amica così vicina, così fedele, così tenera e ospitale. Grazie “Smemoranda”. 


Milva


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Smemoranda 1986


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