Mai più senza…

Pensavo che non l’avrei mai pronunciata, quella frase.

Proprio io.

Proprio io che per anni mi sono ostinato a non volere il navigatore dell’auto pensando fosse inutile e poi, dopo che mi ero perso per ben cinque volte in un mese, mi sono deciso a dar retta a mia moglie e ho installato questo benedetto Tom Tom.
E mi sono subito riperso… per forza, mi dava le distanze in yard!

Proprio io che ho riposto con gioia nella sua scatola il nuovissimo iWatch nonostante fosse un regalo, pure prezioso – pare, solo perché ogni ora mi vibrava chiedendomi di alzarmi in piedi e mi intimava “Adesso respira!”, come se fino a quel momento io avessi vissuto in apnea…

Proprio io che ho rinunciato a usare il tablet solo per non portarmi in giro un ulteriore caricabatterie, che ovviamente ha un attacco diverso da ogni altro device dell’universo…

Insomma, proprio io che, come si sarà capito, non sono propriamente un digital addicted, l’ho pronunciata, quella frase.

È bastato che mi trovassi da solo, a girare un film in uno di quei paesi del Nord Europa che hanno raggiunto il pareggio di bilancio ma non hanno ancora scoperto l’uso del bidet, per cui noi del Sud Europa – che abbiamo sì un debito pubblico esagerato, ma siamo abituati al civile rito di sciacquarci le parti intime – dobbiamo ogni volta ingegnarci in qualche modo per aggirare la mancanza del suddetto oggetto in ceramica. E non sempre sono soluzioni intelligenti.

In bilico tra lavandino colmo d’acqua e porta della doccia, lavorando di equilibrio e addominali, è bastato spostare di poco il baricentro per rovinare goffamente a terra e far scivolare il cellulare nell’acqua…

È incredibile come basti poco per mettere fuori uso batteria e schermo ultrapiatto retroilluminato con doppia fotocamera full frame 4K.

Be’, poco male – mi sono detto, avverto la produzione che arriverò lievemente in ritardo, ma… dov’è che ho il numero di telefono? Ah, sul cellulare… Chiamo in Italia la mia agenzia per farmi dare il numero di telefono, ma… qual è il numero di telefono della mia agenzia?
Era in rubrica.
Così come quello di casa mia, di mia sorella, di mia madre, del mio migliore amico… Ricordo ancora il numero dei miei genitori, di quando vivevo con loro da ragazzino: 02/685769. Ma ora è cambiato e non l’ho mai imparato, forse non l’ho composto neppure una volta in vita mia…

E così, con il culo bagnato e una lacrima che affiora furtiva dalle palpebre socchiuse, scivolando in quell’angolo di bagno, dove tra l’altro ci sarebbe stato benissimo un bel bidet rococò (ma anche dell’Ikea), la pronuncio, quella fatidica frase:

MAI PIÙ SENZA BACKUP!


Claudio Bisio


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