A parte i blue-jeans; la Coca-Cola; Chuck Berry quando suona la chitarra a gambe larghe; John Belushi vivo o morto; il parco di Yellowstone con gli orsi; Il giovane Golden di Salinger quando Golden chiede al taxista “dove vanno a finire d’inverno le anatre di central Park?”; Paperino; L’ultimo spettacolo di Bogdanovich; tutto Woody Allen; tutto Mel Brooks; John Carradine quando canta in Furore di John Ford, suo figlio Keith carradine quando canta in Nashville di Altman; Portnoy quando scopa il pranzo di famiglia (una fetta di fegato) nel lamento di Portnoy di Philip Roth; tutto Saul Bellow; Hemingway non quando scriveva ma quando pescava con Fidel; gli occhi di Dustin Hoffman; Jessica Lange in abito da sera sulla zattera in King Kong; l’incontro tra Robert Redford e l’indiano a cavallo in Corvo rosso non avrai il mio scalpo; il nonno indiano del Piccolo grande uomo quando va a morire sulla montagna; la gita in barca della banda di picchiatelli in Qualcuno volò sul nido del cuculo; l’enorme indiano che sradica il lavandino per fuggire dal manicomio in Qualcuno volò sul nido del cuculo; quando Nicholson uccide l’infermiera stronza in Qualcuno volò sul nido del cuculo;la voce di Tom Waits; Lauren Bacall a ventri, trenta, quaranta, cinquanta e sessant’anni; la sigla di Merry Melodies; e la sigla di braccobaldo Show; le prime storie o i primi cartoni di Popeye, soprattutto la storia delle streghe di mare e il cartoon con la lotta tra Popeye e Bluto sui tronchi galleggianti; la risata di Woody Woodpeacker (Picchiarello); Zero motel; il senatore Mc Govern; i capelli di Angela Davis; l’eleganza di Cary Grant; Gregory Peck in camicia bianca nel Buio oltre la siepe; Kim Basinger sempre, tranne quando balla come Carmen Russo nella bruttissima scena dell’orribile film Nove settimane e mezzo; l’astronave di Alien; l’astronave di Incontri ravvicinati del terzo tipo; tutto Bob Dylan; tutto Melville; Emily Dickinson che non è mai uscita di casa; quel poco di Nathaniel Hawthorne che sono riuscito a leggere; Lou Reed; alcune idee di Franklin Delano Roosevelt; Manhattan; il colloquio tra Jack Nicholson e il padre paralizzato in Cinque pezzi facili; la serie di telefilm I forti di forte coraggio; Jason Robards e Jane Fonda che leggono il copione di Piccole volpi sulla spiaggia in Giulia di Zinnemann; il pollo fritto; Chicago descritta da Saul Bellow nel Dono di Humboldt; la canottiera di Springsteen; Jimy Hendrix (Janis Joplin no perché mi è sempre stata sulle palle); James Stewart in L’uomo che uccise Liberty Valance di John Ford; tutto John Ford; alcune Ford, soprattutto quella nera dei film con Edward G. Robinson; i fumetti di Al Capp; Charlie Brown; Dick Tracy; il seno di Jane Fonda in Barbarella, la cultura americana non mi ha mai influenzato.


Michele Serra


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Smemoranda 1991


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