Davvero una bella cosa

di Rossana Campo su 12 mesi - Smemoranda 2005





Martina viene a trovarmi una sera, poco dopo il mio divorzio. Tiene in mano un sacchetto con dentro una torta di mele e una bottiglia di Bourgogne aligoté. Sono contenta di vederla, soprattutto per la bottiglia di Bourgogne.
    Mi fa: Allora vecchia mia che si dice?

Come la stai prendendo la faccenda? Come sta andando avanti?
Be’, mica male, almeno, così mi sembra, eccoti qua l’apribottiglie.
Sul serio, come ti butta?
Mica male direi,
No?
Direi di no, mi è sempre piaciuto starmene un po’ per i fatti miei, sai…
Ah cazzo, gli uomini!
Già,
Quanto sono stronzi,
A volte fanno a gara con le donne,
Dici?
Già,
Perché?
Tagliamo una fetta di torta che ne dici?
Buona idea,

Siamo rimaste lì sedute a tirare giù il nostro bianco secco, i bicchieri si svuotano con una certa facilità dunque non resta altro da fare che riempirli di nuovo. Io non ho quasi più soldi, mi sento troppo scombinata per scrivere, ho provato cinque o sei volte a andarmene in un bar con un quaderno e una penna ma sono rimasta lì a sfanculare e mangiarmi le unghie.
Martina ha detto, Be’, diciamo che almeno tu l’hai fatta questa esperienza, no?
Quale esperienza?
Quale esperienza! Ma cacchio, il tuo matrimonio, no!
Il mio matrimonio…?
Cristo, sono mica io quella che è andata a sposarsi con un tipo dopo due settimane che lo conosceva, o sì? Sono stata io?
Ah non lo so,
Ma come non lo sai, sai che sei un bel tipo!
Martina è su di giri, sento che è piombata qui per farmi sputare l’osso. È una brava crista la mia amica, solo che ha sempre questa idea che devo tirarle fuori i miei sentimenti, che devo raccontarle sempre tutto quello che ci ho nelle budella e io a questa cosa faccio un po’ di resistenza. Adesso che i miei sentimenti non si sono aperti, adesso che sono rimasti lì chiusi come un paracadute difettoso lei si sente a disagio. La bottiglia è quasi finita e non resta che andarne a cercare un’altra, ho preso dal mio frigo un vino della Savoia, niente di che, ma visto che sono a corto di soldi questo è quanto posso permettermi al momento.  
E te li passa gli alimenti, almeno?
Ma che ne so,
Guarda che devi farteli dare, eh, soprattutto se hai perso la tua ispirazione. Se l’hai persa e non scrivi più che succederà?
Hassan mi ha già detto se voglio tornare a servire ai tavoli tre o quattro sere alla settimana,
Ma cosa, i falafell?
I falafell, e il couscous, perché no,
Ma senti, se lui ti passa gli alimenti forse non devi smazzarti falafell,
Ma non lo so se mi passa gli alimenti, non ci ha niente neanche lui, e poi questa cosa l’abbiamo decisa insieme,
Che cosa?
Bè, di lasciare perdere, di darci un taglio,
Meno male che non ci hai fatto dei bambini, eh!
Meno male,
Certo, che senza i figli, e se lui non ha un cazzo, sarà difficile che riesci a scucirgli dei soldi,
Ma perché dovrebbe darmi dei soldi?
Mah, io non lo capisco come ragioni tu,
Dimmi di te, darling, dimmi tu come ti butta, le ho detto aprendo la seconda bottiglia,
Ho conosciuto uno,
Sì?
Sì,
E cos’è successo?
È sposato,
Ah bon,
Siamo andati a pranzo insieme e ho visto che aveva la fede al dito, così mi sono detta, almeno non devo neanche sbattermi per  fare indagini, in questo modo evitiamo di raccontarci palle,
Ho capito,
Sai io ho un karma con gli uomini sposati, li becco sempre sposati cazzo, e questo fatto di aspettare che me lo dicono, è sempre un po’ delicato, ci perdono un sacco di punti sulla questione. Nel senso che se uno me lo dice, se dice guarda che sono sposato ma una scopata con te me la faccio volentieri, io non ho niente da ridire,
Soprattutto come quando volevi uccidere quel tipo, il canadese,
Be’, comunque questo qui mi prende un sacco, mi prende da morire, sai cos’ha fatto? Eravamo già usciti insieme quattro volte e lui non ci aveva provato, provato apertamente voglio dire,
Forse è gay,
Ma che dici, se è sposato!
Non vuol dire niente,
Be’, ti assicuro che non lo è perché poi invece abbiamo consumato,

Ah sì! E non è frocio per niente. All’inizio l’abbiamo fatto in un  hotel, molto romantico, no? Ma è stato un po’ loffio, era come se a quel punto era quasi obbligatorio, sai siamo usciti insieme quattro volte, due pranzi, una cena, un cinema…
E la moglie dove l’ha messa durante queste vostre scorribande,
La moglie è una che lavora moltissimo, è una dentista e lavora un casino,
Ho capito.
Finché la cosa si è fatta più coinvolgente e a questo punto lui ha detto alla dentista che aveva un convegno di filosofia in Normandia, è prof di filosofia, c’est un philosophe lui, le ha detto così e era anche vero, cioè il convegno c’era, solo che madame Popovitny ero io,
Si chiama così? Popovit…
Popovitny, eh sì, Jean Luc di nome. 
E tu facevi la parte della moglie, 
Sissì, non è una figata?
Se lo dici tu,
È proprio lì al convegno in Normandia che ho scoperto che non è per niente omosex, e che si sa scatenare un casino.
Com’è? Voglio dire, è carino, è simpatico, come cacchio è il nostro filosofo,
Be’, non ha molti capelli, poi ha questi grandi occhiali da vista, però di fisico non è male, un po’ magretto ma non è male,
Va bene,
Mh,
Simpatico? Cosa gli piace fare?
A parte la filosofia?
E spupazzarti, sì,
Be’ a parte queste cose siamo un po’ diversi, non ci piacciono le stesse cose,
Per esempio.
Per esempio, a me piace andare in piscina, mi piace nuotare, mi piace fare le escursioni a piedi, scorrazzare nei dintorni durante i fine settimana, mi piace l’arte moderna, la musica, andare ai concerti, poi cosa mi piace… mangiare e bere,
E a lui?
A lui, diciamo che a parte fottere, tutte le attività che gli piacciono si collocano principalmente fra le sue orecchie,

Sì, sono tutte qui, nella sua capoccia,
Lascia perdere, allora.
Ma no, perché devi subito dire così,
Perché, senti il quadro che mi hai fatto: sposato, dunque bugiardo e traditore, poi, pelato, cecato, un po’ lento a lanciarsi nelle cose, sedentario, cervellotico e palloso. 
      Bè un po’ forse hai ragione,
    Ci ho ragione sì,
    Ma senti una cosa, io non mi sento da buttare via, e non mi sento nemmeno una che è a caccia di maschi, insomma, d’accordo, non mi aspetto più che ogni appuntamento, o ogni tipo che incontro si riveli il mio principe azzurro, non sono per niente da buttare, però sono a quel punto della vita che una ragazza ha già capito il dislivello che c‘è nelle cose, voglio dire, fra i progetti, i film che ti proietti nella tua testa e i risultati nella realtà.
    Ho capito, sei diventata realista, vuoi dire questo?
    Sì, proprio così,
    Significa che non ti aspetti che questo lasci la moglie?
    Eh?
    Come con l’altro, il canadese che volevi uccidere,
    No, no no. Ti dico di no.
    Va bene,
    UUUUFFFF… che ne so, forse sì, forse mi piacerebbe invece che la molla e mi sposa, FORSE MI PIACEREBBE CHE CI SPOSIAMO!!!
    Calmati,
    È così, forse sono solo una zitella illusa,
    Dammi il bicchiere, te ne verso ancora un po’,
    Occhei,


Va meglio?
Ouiiii… Senti quando è che cominci da Hassan?
Non lo so, forse la settimana prossima, devo per forza, ho bisogno di fric, e Parigi è sempre più cara.
Ma l’hai mai fatto?
Di servire ai tavoli, sì, non ti ricordi, l’ho fatto l’anno scorso, non c’è mai troppa gente da Hassan e l’ho trovato piuttosto rilassante, è andata bene, è un lavoro che non richiede troppa concentrazione, non ti obbliga a pensare, non ti fa venire in mente il lato peggiore delle cose. Poi adesso che ho deciso di vivere un po’ alla giornata non mi dispiace per niente farlo.
Come sarebbe che hai deciso di vivere alla giornata?
Sì, nel senso di lavorare un po’, tirare su un po’ di soldi e poi lasciare perdere e rilassarmi. Andarmene in giro, e cercare di scrivere, finché i soldi non sono finiti.
E quando l’hai deciso questo?
Mi è venuto in mente così, d’impulso, una volta mentre camminavo. Poi ci ho pensato su e ho sentito che è uno stile di vita che mi calza a pennello. Mi è venuto d’impulso ma mi sono ripromessa di tenermi a questo stile tutta la vita.
Occazzo!
Hassan mi ha pagato un mese di lavoro e mi sono comprata un po’ di provviste, sai tipo i cereali, il vino… poi dei libri, e delle cartucce per la stampante. L’affitto qui della baracca è ancora abbordabile, un letto ce l’ho, ho un bel tavolo, delle sedie, un computer, parecchi libri, dischi, quattro paia di jeans, non si può desiderare davvero di più,
Ce la facciamo un’altra fetta di torta?
Perché no,
Sai una cosa, la mia teoria è che quando hai superato i trent’anni tutti gli uomini che incontri o sono sposati o sono froci o sono psicopatici.
Lascia perdere le tue teorie,
Perché?
Ti danno solo ansia,
Forse è vero.
Lascia perdere le teorie e vivi giorno dopo giorno,
Proverò a farlo anch’io
Tu prova e poi dimmi,
Sai cosa sostiene Catherine?
No.
Sostiene che secondo lei gli uomini sposati sono da preferire a quelli liberi, e ti dico perché,
Ti prego,
Perché gli sposati hanno un odore migliore,
In che senso?
Le mogli fanno attenzione a queste cose, e portano le giacche in lavanderia, mentre i vestiti e le giacche dei singles puzzano di sigarette e specialmente di sudore. I singles non si accorgono che portano delle giacche che puzzano.
Ho capito,
Non sei d’accordo?
Può essere una teoria come un’altra.

Quando Martina è andata via era quasi l’una di notte, ho messo le bottiglie vuote sotto il lavandino, mi sono lavata i denti e sono andata a nanna. Mi sono detta che domani voglio provare a scrivere la storia del mio divorzio e anche la storia del tipo di Martina, Jean Luc Popov o come si chiama. Certo, c’è sempre la questione soldi, e forse devo tornare per un po’ di tempo nel baretto di Hassan a servire i falafell e il couscous e le merguez. E cavolo sì, devo farlo, anche se rinunciare per un po’ alla mia libertà mi è davvero difficile. Ah, questa buona, vecchia libertà, per la miseria, è davvero un bella cosa.


Rossana Campo


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