Ciao per dire… tutto!

di Emis Killa su 16 mesi - Smemoranda 2019





Ciao! Ti sei mai chiesto da dove arriva questa parola? No? Va bene, te lo spiego io in maniera concisa poiché ti aspetta un anno scolastico pieno di lezioni lunghe e articolate.

La parola “ciao” arriva dai nostri amici veneti. Molti anni fa, infatti, coniarono la parola s-ciavo (dal latino sclavus) che sta per “schiavo”. Veniva usato dai servi nella Venezia del ‘700 per rivolgersi ai propri padroni. “Schiavo suo, signore, ai vostri ordini.” Questa parola diventò in seguito “s-ciao” e infine “ciao”. Direi quindi che il primo saluto va ai mitici veneziani, ciao e grazie per averci fatto questo regalo. Oggi, in questa rete di oltre sette miliardi di anime, su questa roccia sferica chiamata “Terra”, tutto ciò che ci collega l’uno con l’altro inizia e finisce così. Cambiano le lingue e i dialetti ma il succo resta lo stesso. Che la persona di fronte a voi sia uno sconosciuto o il vostro migliore amico, l’amore della vostra vita o la ragazza che vi fa il filo e che ignorate, il nonno che non vedete quasi mai e con cui vi sentite al telefono o i vostri genitori, tutto inizia e finisce con “ciao”. Ciao per dire “benvenuto nella mia vita”, ciao per dire “addio”. “Ciao” al nuovo anno, “ciao” a quello passato. “Ciao” come “ho bisogno di te”, “ciao” come “non contare su di me”. “Ciao” come “ciao mondo, sono italiano”. “Vabbè, ciao!” per dire “che bomba”, “seh, ciao!” come dire “non ci siamo”. “Ciao, eh” come dire “esisto anche io”, “ciao, va’” come dire “ora vado”. Vi immaginate se da domani cancellassimo queste quattro lettere in sequenza dal nostro vocabolario? La comunicazione come avverrebbe? Come capiremmo quando inizia e quando finisce l’interazione con le altre persone? Provate a immaginare un dialogo senza partire da lì, non è così semplice, vero? È come se “mancasse un pezzo”. E non è nemmeno una questione di vocaboli, infatti quando salutate qualcuno da lontano, da dentro un negozio, o in qualsiasi contesto in cui non possano sentirvi, sebbene non ci sia alcun dialogo scuotete la mano per dire “ciao”, anche questa volta, non si scappa. Prima che ti lasci ho una domanda per te: hai fatto caso alla prima parola di questo breve testo? Vai su e controlla. Già, come ogni connessione tra gli abitanti di questo angolo di universo non poteva che iniziare così, e direi che la fine si scrive da sé. Ciao!


Emis Killa


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