Emozioni indimenticabili

di Andrea Dovizioso su 16 mesi - Smemoranda 2018





Quando nel 2013 sono arrivato in Ducati, sapevo che mi aspettava un cammino lungo e impegnativo per raggiungere l’obiettivo per il quale un pilota corre: vincere il titolo della MotoGP. Ero quindi pronto ad anni difficili, ma forse non così tanto complicati: per questo il mio successo del 2016 in Malesia, il primo con questa moto, ha un significato particolare, rimarrà per sempre impresso nella mia memoria, anche se, naturalmente, deve essere un punto di partenza e non di arrivo. Salire sul gradino più alto del podio dopo quattro anni così problematici, è stato qualcosa di speciale per me e per tutte le persone che, giorno e notte, lavorano per riuscire a rendere competitiva la Ducati.

È difficile descrivere cosa ho provato a Sepang, proprio perché prima di quel risultato c’è stata tanta sofferenza; anche dei risultati buoni, ma mai il successo, quello per cui uno corre veramente. Dall’esterno avevo tanta pressione, era diventata un’ossessione, più per gli altri che per me: ogni volta che non riuscivo a vincere sembrava una grande sconfitta. L’ultimo giro di quel GP è stato qualcosa di incredibile: quando sono arrivato alla prima curva, ho visto la mia ragazza e i miei amici impietriti che piangevano. Ho cominciato a singhiozzare anch’io: un’emozione indescrivibile, oltretutto a Sepang, sulla mia pista preferita, dove però non avevo mai vinto, in nessuna categoria. E, vi assicuro, non è facile guidare una MotoGP mentre piangi.

Questo mondo, giustamente, ti schiaccia, a livello personale è complicato gestire queste situazioni: la MotoGP ha senso solo se vinci, altrimenti non ti diverti. Ho passato momenti durissimi, specie i primi anni con la Ducati, che però non mi ha mai fatto mancare la fiducia e ancora prima del successo in Malesia mi aveva rinnovato il contratto per altri due anni: quel successo ha rappresentato un momento importantissimo per me e per tutti quelli che hanno sempre creduto nelle mie qualità. Un’altra grandissima emozione: tornare a casa e regalare a mia figlia Sara la coppa del vincitore. Beh, credo che solo uno sportivo possa vivere momenti così intensi.


Andrea Dovizioso


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