Essere vivi, istruzioni per l’uso

di Gino Strada su 16 mesi - Smemoranda 2018





Vi sono cose in comune tra gli esseri umani e gli smartphone: il bisogno di ricaricarsi, di trovare nuove energie per continuare a comunicare. Come l’acqua e la polvere per i telefonini, anche la macchina umana ha nemici mortali dai quali difendersi: la fame e la guerra, innanzitutto.Un pericolo costante, perché gli esseri umani, a differenza dei telefonini, non possono essere accesi e spenti a piacimento. Sono articoli monouso, durano “una vita”, ma una volta spenti non si possono riaccendere.

Dovremmo sempre proteggere quel tasto che consente a tutti e a ciascuno di noi di restare collegati, funzionanti. Ma non è così: ogni giorno vengono spente decine di migliaia di vite, a ogni atto di violenza. Off. Finite.

Il cervello umano, nel terzo millennio, è ancora poco sviluppato. Lo è meno dell’intelligenza animale – nessun’altra specie animale fa la guerra! – e lo è anche meno di quella artificiale. Il cervello umano si rifiuta tutt’ora di studiare il manuale dell’utente, le istruzioni per l’uso. Crediamo di potere cancellare vite altrui, e che ciò serva affinché la vita continui. Non è così: non si tratta solo di un crimine, ma di una stupida illusione.

Quando quasi tutto sarà spento, quando saranno rimasti in pochi con il segnale acceso, non ci sarà più nulla da comunicare. Spegnendo gli esseri umani, anche gli smartphone squilleranno a vuoto: “Si prega di riprovare più tardi…”


Gino Strada


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